Il digitale che piace alle imprese

Assemblea DIH Digital Innovation Hub di Confartigianato Marche con il Vicepresidente della Regione Mirco Carloni e il responsabile nazionale delle strategie digitali di Confartigianato Paolo Manfredi

Il ruolo dell’innovazione per la ripartenza delle imprese

Il digitale è stata l’arma più usata dalle piccole imprese per far fronte alle restrizioni imposte dalla pandemia.

L’ Ufficio Studi di Confartigianato  ha calcolato che prima della crisi scatenata dal Covid 19, vendeva beni o servizi attraverso il web l’8,8% delle piccole imprese. Oggi la quota di micro e piccole imprese che usa il commercio elettronico è raddoppiata ed è pari al 16,9%.

La pandemia ha accelerato una tendenza che da tempo riguarda tutti i settori della piccola impresa: l’innovazione digitale è entrata anche nei laboratori più tradizionali e gli artigiani usano le tecnologie come la stampa 3D, la robotica, l’Internet delle Cose e la realtà aumentata per lavorare meglio, per potenziare la qualità e l’unicità dei loro prodotti.

Per parlare di “imprese e trasformazione digitale” si terrà venerdì 28 maggio alle ore 18 in videoconferenza, l’assemblea del Digital Innovation Hub di Confartigianato Marche. Ad aprire i lavori Giuseppe Mazzarella Presidente di Confartigianato Marche e del Digital Innovation Hub, coordina il Segretario Generale di Confartigianato Marche Giorgio Cippitelli. Partecipano: Mirco Carloni Vicepresidente della Regione e Assessore allo sviluppo economico, Stefania Bussoletti dirigente innovazione Regione Marche,  Paolo Manfredi  responsabile strategie digitali di Confartigianato imprese nazionale, Andrea Dini Coordinatore Digital Innovation Hub, Andrea Giaconi responsabile servizi finanza di progetto e impresa 4.0 del DIH, i Presidenti della Confartigianato di Ancona- Pesaro e Urbino Graziano Sabbatini e di Macerata, Ascoli Piceno e Fermo Enzo Mengoni.

Per “ripartire dal nuovo” il DIH ha messo a  disposizione delle imprese competenze utili a sostenere una loro rapida ripresa, nel segno delle opportunità offerte dalle tecnologie digitali, ha dato una risposta  concreta alle numerose richieste di innovazione del sistema produttivo regionale.

Moltissime le iniziative già realizzate, finalizzate a valorizzare le capacità creative ed adattive delle imprese nei tantissimi campi in cui operano, favorendo l’upgrade tecnologico ma anche la formazione ed il trasferimento di nuove competenze.

 (Per info e iscrizioni all’assemblea  c’è il  sito www.dihconfartigianatomarche.it e la pagina Fb DIH Marche).

ODONTOTECNICI – Dalla qualità delle protesi alla salute della tua bocca. Al via la campagna informativa di Confartigianato

Entrerà in vigore, dopo un anno di rinvio causa pandemia, il Regolamento europeo 745/2017, che ha introdotto importanti novità sul piano della trasparenza e della sicurezza dei dispositivi medici stabilendo regole chiare per rendere disponibili ai pazienti dispositivi medici innovativi e sicuri.

controlli pre e post-commercializzazione dei prodotti, la creazione di un sistema di identificazione unica del dispositivo che faciliti anche il richiamo dei prodotti difettosi e contribuisca a lottare contro i dispositivi contraffatti, ma anche la maggiore responsabilizzazione dei fabbricanti, sono gli elementi maggiormente qualificanti della norma, mirati ad accrescere la sicurezza e la trasparenza dei prodotti.

Confartigianato Odontotecnici ritiene che, proprio nell’ottica della massima trasparenza nei confronti dell’utilizzatore, questi aspetti debbano essere resi noti a coloro che fruiscono dei dispositivi odontoiatrici e per farlo ha voluto diffondere alcune “pillole” informative a diretto beneficio dei cittadini.

La norma europea  – ribadisce con forza la centralità del ruolo dell’odontotecnico, tenuto ad una serie di adempimenti direttamente correlati con la sicurezza dei dispositivi prodotti. L’odontotecnico è ben consapevole dell’importanza del rispetto delle norme in tutte le fasi della produzione ed è tenuto a rilasciare una serie di informazioni a corredo della protesi, una sorta di carta d’identità nella quale sono contenute tutti gli elementi utili a garantirne tracciabilità e sicurezza. Riteniamo che così come è importante che il consumatore conosca le etichette nutrizionali dei cibi che mangia, la composizione dei tessuti dei vestiti che indossa, ancor più lo sia conoscere materiali e processo produttivo della protesi odontoiatrica”.

Parte quindi oggi in tutta Italia la campagna di sensibilizzazione nei confronti dei cittadini affinché esercitino il diritto di richiedere al proprio dentista la certificazione di accompagnamento che attesti la conformità del proprio dispositivo.

L’auspicio è quello che divenga una prassi, nell’ottica di una sempre maggiore trasparenza e sicurezza a beneficio della salute collettiva.

Scarica la locandina : https://bit.ly/3foda89

STUDI – Le ricadute su economia e imprese del PNRR al centro del 13° report Covid-19 di Confartigianato

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) varato a fine aprile e ora all’esame degli uffici della Commissione europea, mette in campo risorse per 235,1 miliardi di euro, con una dotazione del Dispositivo per la Ripresa e Resilienza (RRF, Recovery and Resilience Fund) di 191,50 miliardi, di cui 68,9 di sovvenzioni e 122,5 di prestiti, con Spagna e Italia tra i maggiori beneficiari delle risorse per sovvenzioni. Il Piano articola gli interventi in sei missioni 1) Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura 2) Rivoluzione verde e transizione ecologica 3) Infrastrutture per la mobilità sostenibile 4) Istruzione e ricerca 5) Inclusione e coesione 6) Salute, di cui il 51% per le prime due, maggiormente centrate sui target predefiniti dalla Commissione europea su digitalizzazione e transizione green.

I numeri del PNRR e l’impatto sulla crescita e sulle imprese sono stati al centro de webinar di presentazione del 13° rapporto Covid-19 Confartigianato, aperto da Vincenzo Mamoli, Segretario Generale di Confartigianato e concluso da Bruno Panieri Direttore delle Politiche Economiche.

Tra i contenuti del report, presentati da Enrico Quintavalle, Responsabile dell’Ufficio Studi, si evidenzia che il 41% della crescita del valore aggiunto determinata dagli interventi del PNRR si addensa nei settori delle costruzioni, opere edili e immobiliare, interessando una platea di quasi un milione di imprese e 2,2 milioni di addetti, di cui l’88% impiegati in micro e piccole imprese. Sul settore ricadono i benefici del superbonus del 110% – si tratta del terzo intervento più rilevante per risorse impiegate, dopo quelli su ferrovie e transizione digitale – su cui sono dirottate risorse per oltre 18 miliardi di euro. Nel report sono evidenziate le ultime tendenze del quadro macroeconomico e della congiuntura nella primavera 2021, con particolare attenzione a investimenti, export, produzione manifatturiera e delle costruzioni, vendite al dettaglio e ai mercati del lavoro e del credito.

Nel focus territoriale di Licia Redolfi dell’Osservatorio MPI di Confartigianato Lombardia, si evidenzia la distribuzione sul territorio e la vocazione artigiana dalla filiera maggiormente sollecitata dagli interventi del PNRR, con le imprese artigiane che rappresentano il 43,9% del totale del cluster. Più di metà delle imprese sono artigiane in Valle d’Aosta con una quota del 61,2%, Trentino Alto Adige con 56,6%, Liguria con 54,4%, Friuli Venezia Giulia con 52,8%, Sardegna con 51,1% e Piemonte con 50,7%. Nella sezione territoriale del 13° report sono esaminate, tra l’altro, le più recenti evidenze su mercato del lavoro, demografia d’impresa, perimetro delle MPI interessate dall’escalation dei prezzi delle materie prime e indicatori di mobilità verso i negozi.

Il 13° report Covid-19 di Confartigianato ‘Economia, MPI e varo del PNRR nella primavera 2021’. Clicca qui per scaricarlo.

DISTRIBUZIONE DELLE RISORSE PNRR; I PRIMI 20 AMBITI

Totale 2021-2026, miliardi di euro – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Governo, PNRR

INCIDENZA IMPRESE ARTIGIANE NELLA FILIERA DELLE COSTRUZIONI PER SEGMENTO PER REGIONE E RIPARTIZIONE

Anno 2020- % imprese artigiane su totale imprese registrate – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Unioncamere-Infocamere

STUDI – Wedding, nei settori interessati attive 562 mila imprese, 38% sono artigiane. Con Covid-19 matrimoni dimezzati (-46%)

Nel cronoprogramma delle riaperture varato dal Governo, dal prossimo 15 giugno saranno possibili, anche al chiuso, le feste e i ricevimenti successivi a cerimonie civili o religiose, tramite uso della “certificazione verde”.

Il settore del wedding ha subito pesanti effetti della crisi Covid-19 a causa dei provvedimenti introdotti per il contenimento del virus, a livello nazionale e locale. Inoltre le imprese operanti in questo segmento sono state ulteriormente penalizzate – seppur con intensità differenti –  dal crollo di eventi, congressi, fiere e delle attività culturali e di attrazione turistica, come documentato in una nostra precedente analisi.

Nel 2020 in Italia sono stati celebrati 96.687 matrimoni, numero dimezzato (-45,7%), rispetto ai 184 mila dell’anno pre pandemia (2019), accelerando il trend di decrescita degli ultimi anni.

Le regioni che nell’anno pandemico rispetto al 2019 registrano una più accentuata riduzione del numero di matrimoni celebrati sono: Basilicata (-70,7%), Puglia (-59,5%), Calabria (-57,9%), Molise (-56,8%), Campania (-56,0%) e Abruzzo (-54,1%).

Prendendo a riferimento i dati del periodo pre Covid-19 si osserva che i mesi di maggior addensamento delle celebrazioni di matrimoni sono quelli estivi: da giugno a settembre 2019 sono state celebrate 3 unioni matrimoniali su 5 (60,2%).

Il comparto delle cerimonie e wedding comprende imprese che operano in differenti ambiti di attività: Organizzazione, Location, catering e intrattenimento; Partecipazioni, fotografi e videomaker; Capelli, abiti, fedi e accessori; e Fiori, bomboniere, lista nozze e viaggi di nozze, con un peso variabile delle attività relative a matrimoni e cerimonie sul fatturato totale. All’interno di questi 5 ambiti si individuano 30 settori economici di cui alcuni sono fortemente specializzati, con una più accentuata dipendenza dall’andamento di queste cerimonie ed eventi:  agenzie matrimoniali e che organizzano feste e cerimonie, wedding planner, musicisti, cantanti e disc-jockey, imprese che realizzano bomboniere e fotografi.

Nel perimetro dei settori interessati dalla domanda di beni  e servizi per cerimonie e wedding  – una analisi predisposta in collaborazione con l’Osservatorio MPI di Confartigianato Lombardia – si contano 561.651 imprese, pari al 9,2% dell’intero sistema imprenditoriale. Quasi due imprese su cinque del settore – 214.938 unità, pari al 38,3% – sono imprese artigiane. Tra i settori in esame, quelli a più elevata vocazione artigiana sono: Servizi dei parrucchieri e di altri trattamenti estetici (86,5%), Attività fotografiche (76,4%), Oreficeria gioielleria orologeria (75,5%), Produzione di pasticceria fresca (72,3%), Trasporto mediante noleggio di autovetture da rimessa con conducente (71,9%), Gelaterie e pasticcerie (69,8%), Fabbricazione di altri articoli, quali cesti floreali, bouquet e corone di fiori artificiali o secchi, colorazione di fiori, candele, etc. (64,9%), Confezione di altro abbigliamento esterno (59,2%), Confezioni varie e accessori per l’abbigliamento (59,0%), Legatoria e servizi annessi (56,6%), Altra stampa (56,1%) e Attività dei disegnatori grafici (55,6%).

Nelle imprese dei settori potenzialmente coinvolti in cerimonie e wedding lavorano complessivamente 1.682.291 addetti, pari al 9,4% degli addetti totali e la dimensione media di queste imprese è di 2,6 addetti per impresa, in linea con la dimensione media dell’intero sistema produttivo (2,8 addetti/impresa).

Le imprese del comparto del wedding hanno un peso sull’economia del territorio più elevato nelle Marche (11,6%), Toscana (11,5%), Valle d’Aosta (11,1%), Abruzzo (10,1%), Campania (10,1%) e Friuli-Venezia Giulia (10,0%).

Sulla base delle nostre rilevazioni molti dei settori rientranti nella perimetrazione del settore del wedding figurano tra quelli che nel 2020, rispetto all’anno pre-crisi (2019), hanno registrato cali di fatturato delle MPI superiori a quello medio del -25,5%: Trasporto persone (-73,8%), Pasticcerie (-36,7%), Moda (tessile, abbigliamento, calzature, occhiali e gioielleria) (-35,9%), Comunicazione: grafici e fotografi (-33,7%) e Area benessere (acconciatori ed estetica) (-33,6%). La dinamica dei matrimoni 2020 per regione e il perimetro territoriale nell’Appendice statistica ‘Imprese e artigianato nei settori interessate da cerimonie e wedding’. Clicca qui per scaricarla.

DINAMICA MATRIMONI 2019-2020 NELLE REGIONI ITALIANE

Var.% 2019-2020 – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat

PESO IMPRESE SETTORE WEDDING SU ECONOMIA TOTALE PER REGIONE

Anno 2020-incidenza % su totale imprese – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat

MATERIE PRIME – Allarme rincari: costano 19,2 mld/anno alle piccole imprese. Ripresa a rischio. Governo intervenga

Sulle speranze di ripresa economica delle piccole imprese incombe il continuo rialzo dei prezzi delle materie prime. L’allarme arriva da Confartigianato. L’Ufficio studi della Confederazione ha rilevato che ad aprile 2021 gli aumenti dei prezzi delle commodities non energetiche sono stati del 33,4% rispetto ad un anno prima, con un’accelerazione dei rincari che a marzo di quest’anno si attestavano al +24% rispetto allo stesso mese del 2020.

Un’impennata che può provocare un effetto dirompente sui costi sopportati dalle piccole imprese manifatturiere italiane per l’acquisto di beni necessari alla produzione: tradotto in denaro, Confartigianato stima un impatto potenziale di 19,2 miliardi di euro in più in un anno a carico di 621.000 artigiani e piccole aziende.

Nel dettaglio, l’aumento dei prezzi delle materie prime sta colpendo il comparto delle costruzioni e i settori manifatturieri di metallurgia, legno, gomma e materie plastiche, mobili, autoveicoli, prodotti in metallo e apparecchiature elettriche. In questi settori operano 621.000 piccole imprese con 1.893.000 addetti, con una elevata presenza dell’artigianato, pari a 435.000 imprese che danno lavoro a 1.047.000 addetti.

Secondo Confartigianato i rincari maggiori si registrano per i metalli di base con +65,7% tra marzo 2020 e marzo 2021. Particolari tensioni per minerale di ferro con rincari annui del +88,1%, seguito da stagno (+77%), rame (+73,4%) e cobalto (+68,4%). E ancora zinco (+46,7%), nickel (+38,5%,), alluminio (+36,%), molibdeno (+32,4%). Allarme anche sul fronte delle materie prime energetiche, i cui prezzi a marzo 2021 aumentano addirittura del 93,6% su base annua.

La fiammata dei prezzi sta mettendo a dura prova gli artigiani e i piccoli imprenditori costretti a comprimere i margini di guadagno o addirittura a rinunciare a lavorare. I continui rincari nel periodo tra l’acquisizione delle commesse e la consegna del prodotto finito erodono il margine di profitto dell’imprenditore fino addirittura ad annullarlo o, nel peggiore dei casi, costringendolo a lavorare in perdita. Tra i settori più penalizzati, quello delle costruzioni che rischia di non cogliere le opportunità di rilancio stimolate dal superbonus 110%.

Il Presidente di Confartigianato Marco Granelli chiede l’intervento immediato del Governo. In una lettera inviata ieri al Ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti ha sollecitato “forte attenzione al fenomeno e la messa in campo degli strumenti che possano rimettere in equilibrio domanda e offerta, nel rispetto della concorrenza e delle norme che ne regolano le restrizioni”. “Serve un’iniziativa rapida. Le nostre imprese – sottolinea il Presidente di Confartigianato – stanno vivendo una situazione grave e paradossale. Proprio mentre cercano di riagganciare la ripresa, devono fare i conti con materie prime carissime e introvabili, forniture negate dai grossisti, esaurimento delle scorte, tempi di consegna lunghissimi. Tutto questo, oltre a provocare un incremento dei prezzi al consumo, rischia di compromettere la ripresa, comprimendo la creazione di valore aggiunto delle imprese manifatturiere, settore dove l’Italia è al secondo posto nell’UE con un’alta dipendenza dall’estero di energia e materie prime”.

L’emergenza dei rincari delle materie prime nel settore costruzioni viene così denunciata dal Presidente di Anaepa Confartigianato Arnaldo Redaelli: “Il problema del caro prezzi sta diventando ogni giorno più insostenibile per le imprese dell’edilizia, in particolare per le quelle artigiane e di piccole dimensioni, che rischiano di vedere compromessa la loro situazione lavorativa. Si tratta di una dinamica di mercato ingiustificata e incontrollata che pesa negativamente in un contesto già in forte sofferenza nell’ultimo anno a causa dell’emergenza sanitaria. Sia i contratti pubblici che quelli privati rischiano di non risultare più economicamente sostenibili da parte delle imprese, nonostante gli enormi sforzi per far fronte agli impegni assunti. Negli appalti pubblici, l’attuale Codice non prevede adeguate revisioni prezzi mentre andrebbe reintrodotto, come nel passato, il meccanismo di compensazione alle imprese in caso di aumenti dei materiali superiori al 10% accertati dal direttore dei lavori, in base al DL n. 162/2008. Per quanto concerne invece i lavori privati è auspicabile una revisione rapida e univoca dei prezzari regionali, con un adeguamento che possa tutelare imprese e committenza già legate a preventivi e/o a contratti stipulati. Ci appelliamo pertanto al Governo e alle Istituzioni preposte affinchè mettano in campo misure urgenti ed efficaci”.

Altrettanto preoccupante la situazione per le imprese della meccanica, come sottolinea Federico Boin, Presidente della Federazione Meccanica di Confartigianato: “Purtroppo il rincaro delle materie prime e la loro attuale difficile reperibilità stanno mettendo in crisi il comparto della subfornitura meccanica che invece stava evidenziando, da inizio anno, importanti e concreti segnali di ripresa. La spinta verso il digitale, l’innovazione ed il forte incentivo giunto dal piano Impresa 4.0 stanno permettendo alle imprese di essere più reattive su un mercato che richiede sempre più flessibilità e velocità nelle risposte al cliente. Come Federazione Meccanica chiediamo al Governo di mettere in atto le opportune azioni correttive sia sul fronte degli appalti pubblici che privati, altrimenti saremo costretti ad intervenire sul livello contrattuale con fornitori e clienti”.

Da parte sua, Giovanni Battista Sarnico, Presidente della Federazione Legno Arredo di Confartigianato denuncia: “Il rincaro della materia prima legnosa e dei semilavorati sta creando grandi difficoltà ai settori del serramento e dell’arredo. Un rincaro così pesante e repentino non si vedeva da anni. Purtroppo dipendiamo troppo dalla materia prima straniera che è sottoposta a continue bolle speculative. Dobbiamo ridare mercato al legname nazionale e riportare nel giusto alveo le importazioni di legname dall’estero. Solo così possiamo rafforzare la nostra filiera foresta legno, le imprese e le comunità che vi operano. Come Federazione Legno Arredo chiediamo al Governo di intervenire subito per calmierare questa bolla e alle imprese di prestare molta attenzione agli aspetti contrattuali”.

STUDI – L’escalation dei prezzi delle materie prime, una gelata di primavera sulla ripresa 2021 nel report di Confartigianato

L’analisi dei dati dell’ultimo Bollettino economico della Bce conferma l’escalation dei prezzi delle materie prime: ad aprile 2021 quelle non energetiche, valutate in euro, registrano prezzi in salita del 33,4% rispetto ad un anno prima (era +24% a marzo) e quelle non alimentari arrivano a crescere del 51,4%. Il confronto su base annua risente del crollo dei prezzi durante il lockdown di primavera del 2020, ma l’aumento rimane elevato, attorno al +37% per le commodities non alimentari, anche se confrontato i livelli di sei mesi pria (ottobre 2020) o con quelli pre Covid di febbraio 2020.

L’allarme delle imprese per la bolla dei prezzi delle commodities è stato espresso nelle scorse settimane in una intervista su ‘Il Sole 24 Ore’ del Presidente Marco Granelli e in una lettera inviata da Confartigianato Meccanica al Ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgietti.

Le ultime tendenze dei segnali di prezzo delle commodities sono contenute nel report pubblicato oggi dall’Ufficio Studi di Confartigianato, nel quale si esamina l’estensione delle aspettative rialziste nella manifattura e nelle costruzioni, le concause e le conseguenze della bolla, una gelata di primavera sulla fragile ripresa dell’economia italiana che coinvolge una ampia platea di MPI.

La spinta dei costi e le MPI nei settori sotto stress – Con una analisi controfattuale contenuta nel report si stima il valore economico di uno shock da costi che interessa  621 mila micro e piccole imprese (MPI) con 1 milione 893 mila addetti operanti nei settori sotto stress per gli aumenti dei prezzi delle materie prime: le costruzioni e i settori manifatturieri della metallurgia, legno gomma e materie plastiche, mobili, autoveicoli, prodotti in metallo e apparecchiature elettriche. All’interno di questo perimetro si riscontra una elevata presenza dell’artigianato, con 435 mila imprese artigiane che danno lavoro a 1 milione 47 mila addetti, pari al 38,8% dell’occupazione e al 55,3% degli addetti delle MPI.

Nonostante le analisi della Bce evidenzino la natura temporanea degli effetti sull’inflazione, si moltiplicano i segnali su scala globale di surriscaldamento dei prezzi: ad aprile 2021 i prezzi alla produzione in Cina salgono del 6,8% (+4,4% a marzo), negli Usa il tasso di inflazione balza al +4,2% (+2,6% a marzo), in Germania supera il limite del 2% (+2,1%, era +2 a marzo).

L’analisi nell’Elaborazione Flash ‘Escalation dei prezzi delle materie prime, la gelata della primavera 2021 sulla ripresa’, e nell’Appendice statistica, predisposta in collaborazione con Osservatorio MPI di Confartigianato Lombardia,  i dati sulle MPI e le imprese artigiane nei settori sotto pressione per regione e provincia. Clicca qui per scaricarla. Alcune anticipazioni dello studio di Confartigianato questa settimana su QE-Quotidiano Energia.

TREND PREZZI COMMODITIES ALIMENTARI, NON ALIMENTARI E NON ENERGETICHE NEGLI ULTIMI DUE ANNI

maggio 2019-aprile 2021. Variazioni percentuale tendenziale, prezzi ponderati in base all’utilizzo – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Bce

Tipografie e grafici: servono misure urgenti

Iva agevolata, con aliquota del 5% o del 10%, per la stampa su carta o cartone riciclati, credito di imposta di almeno il 50% per depliant, volantini, manifesti ecc. Sono queste le principali proposte di Confartigianato al Governo per dare una boccata d’ossigeno al settore tipografico e grafico messi in ginocchio dal Covid 19.

“Le attività del settore tipografico e grafico applicato alla tipografia che erano già state duramente colpite dal cambiamento epocale subìto negli anni scorsi, sono state ulteriormente investite dalla crisi Covid-19 che ha contribuito ad accelerare il cambiamento già in atto, peraltro agevolato anche dai numerosi incentivi dedicati al settore digitale che, seppure strategici per lo sviluppo delle imprese italiane, hanno comunque distolto l’attenzione dal settore tipografico. A seguito delle restrizioni alla mobilità e all’aggregazione per combattere l’epidemia si sono drasticamente ridotti eventi pubblici, convegni, congressi, fiere e meeting aziendali, con conseguente pesante flessione nel settore della pubblicità che interessa la produzione di volantini, depliant, cataloghi e relativa progettazione grafica, il cui fatturato è diminuito nel 2020 del 15,7%. La riduzione è poi stata accentuata dal crollo del turismo, sia per vacanza che per lavoro, che ha fortemente impattato su tutto l’indotto.”

Una serie di concause che hanno prodotto cali di fatturato particolarmente pesanti per tutto il comparto.

“La ricognizione condotta ad inizio 2021 da Confartigianato sulle micro e piccole imprese mette in evidenza che le imprese della comunicazione, che si occupano di grafica e tipografia, registrano per il fatturato del 2020 un taglio di un terzo (-33,7%) rispetto all’anno precedente, una riduzione di oltre otto punti superiore a quella registrata dalla media delle micro e piccole imprese (-25,5%). Se pensiamo che queste contribuiscono per quasi i due terzi al fatturato del settore, si stima che le micro e piccole imprese che svolgono attività di tipografia abbiano registrato una perdita di ricavi nel 2020 di 2.268 milioni. Sono cifre che fanno davvero impressione e dicono quanto drammatica sia la situazione in questo settore. “

Il rischio concreto di chiudere per molte di queste imprese è dietro l’angolo.

“Con dati come questi si rendono assolutamente necessarie alcune misure di urgenza per tamponare una situazione già molto complicata che rischia di provocare la chiusura di molte aziende del settore e che a sua volta creerebbe problemi di emergenza sociale causati dalla perdita dell’impiego di numerosi dipendenti spesso difficilmente ricollocabili nel mondo del lavoro.”

Ed ecco pertanto le proposte elaborate da Confartigianato Comunicazione per offrire almeno un po’ di ossigeno al comparto.

“Una prima risposta a questo problema sarebbe prevedere per le aziende il credito d’imposta di almeno il 50% sulla pubblicità formulando un emendamento alla attuale disposizione (articolo 57-bis, DL 50/2017) per includervi anche la pubblicità realizzata tramite depliant, brochure, volantini, manifesti ecc (che sempre più spesso sono realizzati in forma immateriale) visto che la norma ad oggi prevede il credito solo per un incremento della pubblicità sulla stampa quotidiana e periodica, anche online, e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali.”

A questa misura si potrebbe aggiungere un’aliquota IVA agevolata per la stampa su supporti riciclati o riciclabili.
“ La transizione ecologica è uno dei main topics , non solo in Italia, ma a livello mondiale, ma è necessario garantire reali vantaggi alle imprese di trasformazione di questi materiali che si traducano poi in vantaggi per i consumatori finali che ne incentivino l’acquisto e quindi l’instaurarsi di un circolo virtuoso. Spesso i consumatori sono infatti scoraggiati ad acquistare articoli realizzati con materiali derivati da cellulosa riciclata o riciclabile a causa di prezzi di acquisto poco convenienti rispetto ad altri articoli.”

Ecco quindi che se le aziende trasformatrici potessero adottare un’aliquota IVA ridotta, al 5% o al 10%, per la stampa di altri prodotti diversi da giornali, libri, etc. effettuata su supporto cartaceo riciclato, questa si tradurrebbe in prezzi più concorrenziali dei prodotti eco- compatibili da parte dei consumatori. “In questo modo” si potrebbe innescare un circuito virtuoso volto a rimettere in moto i consumi di questi materiali e ridare ossigeno ad un settore che ne ha davvero bisogno.”

STUDI – Tipografi e fotografi, nel 2020 calo ricavi per 2,5 miliardi euro. Nel settore 25 mila imprese artigiane, 63% del totale

La attività di tipografi e fotografi a fine 2020 contano 39.402 imprese e rappresentano un settore ad alta vocazione artigiana: le 24.702 imprese artigiane sono il 62,7% del totale, quota tripla rispetto al 21,2% del totale economia. Sono 25.662 i tipografi (55,3% nell’artigianato, pari a 14.198 imprese) e 13.740 i fotografi (76,4% nell’artigianato, pari a 10.504 imprese).

In termini occupazionali le imprese della tipografia e fotografia sommano 112.992 addetti e ben 8 su 10 (82,6%) sono in MPI con meno di 50 addetti, per un totale di 93.329 addetti. Nel dettaglio si riferiscono ai tipografi 93.712 addetti, otto su dieci (79,5%) in MPI (74.461 addetti) mentre ai fotografi afferiscono 19.280 addetti, quasi interamente (97,9%) in MPI (18.868 addetti).

I fattori alla base della crisi del settore – Le attività in esame sono state duramente colpite dalla crisi Covid-19. A seguito delle restrizioni alla mobilità e all’aggregazione per combattere l’epidemia si sono drasticamente ridotti eventi pubblici e celebrazioni quali battesimi, cresime, comunioni, si è registrato il dimezzamento (-47,5%) dei matrimoni, una riduzione al ritmo di 239 nozze in meno al giorno. Nella crisi si è registrato un forte calo, pari al -14,1%, delle vendite al dettaglio dei prodotti di cartoleria, libri, giornali e riviste acuendo la crisi dell’editoria tradizionale innescata dalla crescita strutturale della fruizione digitale dei contenuti.

Il settore ha risento anche delle difficoltà del settore della pubblicità – che interessa la produzione di volantini, depliant, cataloghi e la realizzazione di shooting fotografici e della progettazione grafica –  il cui fatturato è diminuito nel 2020 del 15,7%. La riduzione delle attività di comunicazione ha risentito  del forte calo delle vendite al dettaglio (-5,4% con -12,2% per quelle non alimentari) e del turismo, sia per vacanza e per lavoro: si sono dimezzate (-53,3%) le presenze turistiche e crollate di oltre due terzi (-67,9%) quelle per viaggi di lavoro collegati a convegni, congressi, fiere e meeting aziendali.

L’aggiornamento di inizio 2021 della survey di Confartigianato ‘Effetti del coronavirus sulle MPI’  predisposta in collaborazione con l’Osservatorio MPI Confartigianato Lombardia – mette in evidenza che le MPI della comunicazione – che si occupano di grafica e fotografia – registrano per il fatturato del 2020 un taglio di un terzo (-33,7%) rispetto all’anno precedente, una riduzione di oltre otto punti più intensa del totale delle MPI (-25,5%). Tenuto conto che le MPI contribuiscono per quasi i due terzi al fatturato del settore, si stima che le micro e piccole imprese che svolgono attività di tipografi e fotografi abbiano registrato una perdita di ricavi nel 2020 di 2.507 milioni di euro, di cui 2.268 milioni per i tipografi e 239 milioni per i fotografi.

La survey di Confartigianato evidenzia che metà (50,2%) delle MPI sono incerte sul futuro andamento del mercato per cui non sanno rispondere sul se e quando verranno recuperati i livelli di fatturato pre-emergenza Covid-19: rientrano in questo raggruppamento di imprese le MPI della comunicazione che si occupano di grafica e fotografia insieme al Trasporto delle persone, all’Area benessere e alla Moda, tutti settori maggiormente colpiti dalla crisi.

Le recenti tendenze congiunturali nei settori delle MPI nel 12° report Covid-19 di Confartigianato ‘Prove di ripresa. Terza ondata e prospettive post pandemia per imprese e territori’. Clicca qui per scaricarlo.

MATRIMONI NEL 2020 E 2019, PER MESE E RELATIVA DINAMICA

Dati mensili 2020 e 2019, variazione % rispetto a stesso mese del 2019 – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat

ALCUNE VARIABILI CHE HANNO INFLUENZATO IL CALO DI ATTIVITÀ DI FOTOGRAFI E TIPOGRAFI

Anno 2020, variazione % su 2019 – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat

Il Presidente nazionale di Confartigianato Granelli su ‘Avvenire’: “La sicurezza sul lavoro non si fa con la burocrazia”

“Bisogna puntare sulla sicurezza davvero efficace per evitare rischi, non quella delle scartoffie e della burocrazia. La sicurezza sul lavoro deve essere una cultura a cui educare i ragazzi fin dalle aule scolastiche, non un semplice adempimento formale». E’ il messaggio che il Presidente di Confartigianato, Marco Granelli, lancia oggi in un’intervista al quotidiano ‘Avvenire’.

Granelli insiste sulla necessità di “contrastare l’idea che la sicurezza sul lavoro si realizza con più burocrazia” e cita l’impegno di Confartigianato “costante e di lunga data attestato, tra l’altro, dalla costituzione, oltre 20 anni fa, assieme alle organizzazioni sindacali, della rete dei comitati paritetici. Altrettanto impegno dedichiamo, attraverso le iniziative delle nostre associazioni territoriali, a favorire la diffusione della cultura della legalità e della sicurezza nelle imprese associate”. Perché, aggiunge “nell’impresa artigiana la sicurezza sul lavoro riguarda allo stesso modo il datore di lavoro e i suoi collaboratori, che spesso lavorano gomito a gomito”.

STUDI – PNRR e crescita:+15,6 punti PIL in sei anni, effetti più accentuati sul sistema casa

I dati dei conti nazionali pubblicati la scorsa settimana evidenziano il divario di crescita tra le due sponde dell’Atlantico: nel primo trimestre 2021 il PIL in Italia ed Unione europea cala dello 0,4% mentre il PIL Usa segna un balzo del +6,4%. In parallelo è ampio il gap delle vaccinazioni, con un tasso che al 1° maggio in Italia – nonostante il raggiungimento del target di 500 mila vaccinazioni – è al 23,7% e nell’Unione europea al 24,2%, circa venti punti sotto al 43,7% registrato negli Stati Uniti. Dopo l’escalation di contagi determinati dalla variante indiana, va ricordato che una limitata efficacia dei vaccini su varianti del Covid-19 è un rischio valutato pari a 1,4 punti di PIL per quest’anno e 1,7 punti nel prossimo.

Un’accelerazione della crescita nei prossimi anni per l’Italia arriverà dagli interventi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), documento varato il 26 aprile e già ricevuto dalla Commissione europea. A fronte di risorse complessive del Piano per 235,6 miliardi di euro nel periodo 2021-2026, si osserva una maggiore crescita del PIL di 0,5 punti per quest’anno per arrivare a 3,6 punti nel 2026, cumulando nel periodo 15,6 punti di PIL in più rispetto allo scenario base. Il Piano accentua l’effetto moltiplicativo degli interventi: nei sei anni il PNRR cumula una maggiore crescita di 4,9 punti rispetto all’impatto della prima versione del Piano inviata alle Camere a metà gennaio. A determinare la maggiore crescita si sommano l’effetto di domanda delle maggiori spese per la costruzione e messa in opera degli investimenti pubblici e gli effetti di più lungo periodo sul PIL potenziale ed effettivo stimolati dal maggiore dotazione di capitale pubblico, in particolare quello per le infrastrutture.

Per tipologia di spesa, Le risorse addizionali degli interventi del Piano sono riferite per il 32,6% a investimenti per lavori di costruzione ed opere di edilizia civile, il 18,7% ad incentivi alle imprese, il 12,4%  a prodotti informatici, elettronici ed ottici, il 6,9% ad altri mezzi di trasporto, il 6,6% a servizi di istruzione, il 6,2% a servizi di ricerca e sviluppo scientifici e il 5% a trasferimenti alle famiglie. In chiave settoriale, il contributo più consistente alla crescita del valore aggiunto si rileva nel settore delle costruzioni con 3,3 punti, seguito da attività immobiliari con 2,8 punti, commercio al dettaglio con 2,7 punti, commercio all’ingrosso con 1,3 punti e istruzione con 1,0 punti.

Un impulso alla creazione di valore nella filiera dell’edilizia – dove operano 987 mila imprese con 2 milioni 194 mila addetti – arriva dal superbonus del 110%, per il quale l’ultima versione del Piano assegna risorse per 18,53 miliardi di euro; nella comparazione tra gli ambiti di intervento del PNRR, i 13,81 miliardi di euro per l’efficienza energetica degli edifici – ulteriori 4,72 miliardi di euro su questa posta arrivano dalla programmazione complementare al PNRR – rappresentano il terzo importo più rilevante, dopo quello per la rete ferroviaria (24,77 miliardi) e la transizione 4.0 (13,97 miliardi).

Un rilevante impulso alla crescita deriva dalle riforme. Gli interventi di riforma della Pubblica amministrazione (Pa), della giustizia e della concorrenza nel lungo periodo generano una maggiore crescita per 3,3 punti di PIL; il 70% dell’impulso macroeconomico arriva dalla riorganizzazione dei processi della Pa mentre le riforme di giustizia e concorrenza determinano ciascuna il 15% della maggiore crescita.

L’analisi dell’Ufficio Studi oggi su QE-Quotidiano Energia

IMPATTO SUL PIL DEL PNRR: VERSIONI GENNAIO 2021 E APRILE 2021 A CONFRONTO

2021-2026 – scostamenti percentuali rispetto allo scenario base, indice 2020=100 – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Governo italiano

EFFETTI SUL PIL DELLE RIFORME NEL LUNGO PERIODO

scostamenti percentuali rispetto allo scenario base – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Governo italiano

STUDI – Made in Italy, i segnali a inizio 2021. Export di MPI: i 53 casi territoriali in controtendenza nell’anno della pandemia

Per una pronta ripresa dell’economia italiana è necessaria la spinta della domanda estera. Secondo l’ultimo rapporto ICE – Prometeia nel 2021 il volume delle importazioni  mondiali  di manufatti sale del 7,6%, con un’ulteriore crescita del 5,3% nel 2022. Dopo il calo del 13,8% del volume delle esportazioni totali registrato nel 2020, le recenti previsioni del DEF 2021 indicano per quest’anno un aumento delle vendite del made in Italy dell’8,2%, che si consolida con un aumento del 5,7% nel 2022; con l’ulteriore aumento del 3,9%, nel 2023 le esportazioni supereranno i livelli del 2019, precedenti allo scoppio della pandemia.

A inizio 2021 trend del made in Italy incerto, attese favorevoli – Nel primo scorcio del 2021 si colgono alcuni segnali, anche se ancora deboli, di ripresa: a febbraio l’export di beni registra un moderato aumento su base mensile (+0,3%), determinato dalle vendite verso i paesi dell’area Ue, mentre le stime preliminari di marzo 2021 indicano un aumento congiunturale del 2,5% dell’export nei paesi extra Ue 27.

Nel trimestre febbraio 2021-dicembre 2020 i volumi dei beni esportati in Italia salgono dello 0,2% rispetto al trimestre precedente, in linea con Eurozona, segnando un ritardo rispetto a Stati Uniti (+2%) e Giappone (+3,2%), mentre traina la ripresa dell’export mondiale (+2,9%) le economia avanzate dell’Asia (escluso Giappone (+7,6%) e la Cina (+10,7%).

L’indagine qualitativa dell’Istat sulle imprese manifatturiere delinea una prospettiva di rafforzamento della domanda estera. Nel primo trimestre 2021 segnano un rialzo dei giudizi e delle attese sul fatturato estero delle imprese manifatturiere esportatrici (i primi con un saldo in salita  da +0,3 a +4,2 e i secondi da +7,1 a +7,5), mentre ad aprile 2021 i giudizi sugli ordini dall’estero segnano il quinto incremento mensile consecutivo.

Export nei settori di MPI nel territorio nel 2020 – Il 2020 è stato un anno difficile per la manifattura italiana, nel quale si è perso il 10% di vendite all’estero. Risultato negativo più marcato per l’export nei settori di micro piccola impresa – alimentari, moda, mobili, legno, metalli e altra manifattura – che nell’anno della pandemia segna una riduzione del 13,1%. Tra i settori di MPI si osserva una dinamica positiva solo per le vendite oltre confine di Prodotti alimentari (+2,7%); al contrario si rilevano contrazioni più accentuate dei ricavi esteri per i Prodotti moda, dall’occhialeria alle calzature: Prodotti delle altre industrie manifatturiere (-21,1%), Articoli in pelle (escluso abbigliamento) e simili (-20,8%), Prodotti tessili (-19,7%) e Articoli di abbigliamento (-18,3%). In chiave territoriale nessuna tra le maggiori regioni segna un incremento dell’export di MPI mentre tra le province si rilevano performance positive a Salerno (+12,7%), Parma (+3,1%), Verona (+1,5%) e Bolzano (+0,1%).

I 53 casi in controtendenza – L’analisi territoriale, realizzata in collaborazione con l’Osservatorio MPI di Confartigianato Lombardia e presentata nel webinar di presentazione del 12° report Covid-19, evidenzia che nonostante la diffusa dinamica negativa dell’export dei settori di micro-piccola impresa della moda, legno-arredo, metalli e altra manifatture, che comprendono gioielleria e occhialeria, si evidenziano alcune significative eccezioni. Vi sono 53 province in controtendenza con almeno una variazione positiva in uno dei quattro macro settori di moda, legno-arredo, metalli e altra manifattura che a livello nazionale segnano una riduzione dell’export nel 2020: queste nicchie di settore-territorio pesano per il 9,6% dell’export complessivo dei quattro comparti in esame.

Tra le principali province, con una quota dell’export settoriale superiore all’1% – si rilevano trend di crescita delle vendite sui mercati esteri di Prodotti della moda (tessile, abbigliamento e calzature) per le province di Arezzo (+8,9%) e Verona (+8,1%); per Prodotti in legno e per l’arredo per le province di Forlì-Cesena (+13,6%), Piacenza (+10,0%) e Pesaro e Urbino (+1%); per i Metalli per le province di Treviso (+6,8%) e Bolzano (+3,1%) e per gli Altri prodotti manifatturieri per le province di Bologna (+12,1%), Roma (+9,4%),Torino (+9,3%) e Piacenza (+1%).

I dati per territorio sono disponibili in “Appendice statistica – Credito, Occupazione ed Export dei Settori di MPI – 12° report Covid-19”. Clicca qui per scaricarla.

TREND VOLUME ESPORTAZIONI PER AREE E MAGGIORI ECONOMIE

Var. % febbraio 2021-dicembre 2020 rispetto settembre-novembre 2020, dati destagionalizzati – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat e CPB

DINAMICA EXPORT SETTORI A MAGGIOR CONCENTRAZIONE DI MPI NELLE REGIONI ITALIANE

Var.% 2019-2020 – in azzurro prov. con peso su totale export < 1% – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat

DINAMICA EXPORT SETTORI A MAGGIOR CONCENTRAZIONE DI MPI NELLE PRINCIPALI PROVINCE

Var.% 2019-2020 – province. con peso su totale export >1% – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat

PROVINCE CON DINAMICHE POSITIVE EXPORT 2020 PRODOTTI MPI

Principali prov. per dinamiche positive vendite all’estero per tipologie di prod. Realizzate nei settori di MPI – var. %v 2019-2020 – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat

MEDIA – Confartigianato su la Repubblica: La ‘seconda vita dell’artigianato’ nell’era post Covid

Oggi, sul quotidiano la Repubblica, Confartigianato scatta la fotografia delle piccole imprese dopo la pandemia. “La ‘seconda vita’ dell’artigianato italiano – spiega il Presidente Marco Granelli – potrà ripartire dalla trasformazione di tradizionali mestieri che sapranno adeguarsi ai cambiamenti del mercato e a nuove attività che fanno leva sulle mutate esigenze dei consumatori ma restano ancorate ai valori tipici delle piccole imprese”.

Le attività che popoleranno il mercato nell’era post Covid sono i cyber-idraulici e tecno-elettricisti per case e elettrodomestici connessi; i “meccatronici” per la manutenzione delle nuove automobili). Ma anche orafi, sarti e calzaturieri in grado di utilizzare stampanti 3D e foot scanner, artigiani delle costruzioni per la messa in sicurezza del patrimonio immobiliare. E ancora, installatori e manutentori di parchi, giardini e aree verdi; riciclatori di rifiuti; produttori e manutentori di apparecchiature mediche ad alta precisione; animatori digitali per musei ed edizioni virtuali.
Tutte queste attività – secondo le rilevazioni dell’Ufficio studi di Confartigianato – potranno dare vita fino a 2 milioni di posti di lavoro nei prossimi 5 anni.

LAVORO-Confartigianato:”Nell’ultimo anno persi 355mila lavoratori indipendenti. Servono misure per rilancio occupazione”

lavoratori autonomi, i giovani e le donne hanno pagato il prezzo più alto della crisi pandemica. Nell’ultimo anno sono ‘scomparsi’ dal mercato del lavoro 355mila occupati indipendenti, 264mila occupati under 35 e le lavoratrici autonome sono diminuite del 6%. A denunciare l’impatto della crisi sulle diverse categorie di lavoratori sono stati oggi i rappresentanti di Confartigianato durante l’audizione alla Commissione lavoro della Camera sulle nuove disuguaglianze prodotte dalla pandemia nel mondo del lavoro.

Confartigianato ha sollecitato misure urgenti per rilanciare l’occupazione, in particolare quella giovanile, e investimenti sulla formazione e sulle competenze dei lavoratori.

La Confederazione chiede di rimuovere gli ostacoli che scoraggiano le imprese ad assumere. In particolare sui contratti a termine, sollecita l’eliminazione strutturale dell’obbligo di indicare la causale e del contributo addizionale previsto in occasione di ciascun rinnovo. Inoltre chiede di garantire la possibilità per tutte le imprese di continuare ad utilizzare il lavoro agile in maniera semplificata.

Sul fronte delle politiche attive del lavoro, i rappresentanti dell’artigianato e delle piccole sostengono la necessità di una riforma del sistema di orientamento scolastico e professionale con il rilancio degli Istituti Professionali e degli Istituti Tecnici, investimenti sulle competenze professionali a cominciare dall’uso delle tecnologie digitali e puntando sull’apprendistato duale e professionalizzante. Sollecitata anche l’operatività del Fondo Nuove Competenze almeno per tutto il 2021 e una dotazione finanziaria adeguata ai Fondi Interprofessionali.

Per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali, Confartigianato ribadisce che le ipotesi di riforma dovranno salvaguardare e valorizzare l’esperienza positiva del Fondo di solidarietà bilaterale dell’artigianato e sostiene la necessità di assicurare la massima rapidità di erogazione delle prestazioni di sostegno al reddito ai dipendenti delle imprese artigiane.

Sulla responsabilità del datore d i lavoro nel caso in cui un dipendente contragga il virus, Confartigianato chiede che vengano esplicitamente escluse sia l’azione di regresso Inail sia quella del lavoratore per danno differenziale, limitando la possibilità di esperire l’azione penale alla sola ipotesi di violazioni gravissime del Protocollo sulla sicurezza.

ALIMENTAZIONE – Confartigianato su Dl riaperture: “Ignorato nostro impegno per la sicurezza”

Lavorare in sicurezza è il principio al quale si sono ispirate in tutti questi mesi le imprese della ristorazione che hanno investito per garantire le condizioni di tutela della salute, fornendo anche indicazioni, nel confronto con il Governo e le autorità sanitarie, per rafforzare le già severe cautele per la prevenzione del rischio. Le decisioni assunte dal Governo per le riaperture non sembrano aver recepito questo nostro impegno”.

Il Presidente nazionale di Confartigianato Alimentazione Massimo Rivoltini, in rappresentanza delle piccole imprese della ristorazione, sintetizza così il giudizio sul Dl Riaperture.

“I criteri e le condizioni imposte per le riaperture di ristoranti, bar, gelaterie, pizzerie – sottolinea – appaiono ingiustificati nei confronti di attività che hanno investito in prevenzione e sicurezza e dimostrato di non incidere in alcun modo sull’andamento dei contagi. E appaiono ancora più incomprensibili se si considera che lo scorso anno le attività di ristorazione furono fatte riaprire il 16 maggio, senza vaccini e vaccinati. Chiediamo pertanto l’allungamento dell’orario di chiusura oltre le 22”.

Confartigianato Alimentazione giudica discriminatorie le regole che privilegiano le imprese che dispongono di spazi all’aperto. E, anche in questo caso, la somministrazione è soggetta ad una serie di variabili non prevedibili, come il maltempo, che potrebbe vanificare il consumo sul posto e gli investimenti sostenuti per le riaperture.

“Tutto questo – spiega Rivoltini – senza tener conto che la ristorazione è pressoché chiusa da ottobre 2020 e quindi non ha avuto effetto sulla curva dei contagi, e mentre si consente, dal 26 aprile, lo svolgimento degli sport di contatto, poi l’apertura di piscine e centri termali fino all’apertura degli stadi, tutte attività per le quali sarà difficile garantire un adeguato distanziamento interpersonale”.

Il Presidente di Confartigianato Alimentazione chiede anche indicazioni per lo svolgimento di cerimonie civili e religiose, evitando di aggravare la situazione delle attività di catering, ed in generale, le imprese della filiera degli eventi.

STUDI – Congiuntura e pandemia. Crisi della moda italiana pesa 3,6 volte quella del calcio europeo, edilizia più resiliente

Dopo tredici mesi di pandemia il sistema produttivo italiano sta consolidando una reazione, ma nel contempo persistono i segnali di stress di una lunga recessione, come ha evidenziato Confartigianato nel corso dell’audizione sul DEF 2021 e durante l’incontro con il Presidente del Consiglio Mario Draghi e le parti sociali sul Recovery Plan.

Le imprese, a cui mancano all’appello oltre 400 miliardi di ricavi per il 2020, sono ancora strette nella morsa della crisi di liquidità. La moda è il comparto manifatturiero che ha maggiormente sofferto gli effetti della recessione. La caduta dei ricavi nel Tessile Abbigliamento Calzature è del 22% di intensità doppia della media delle imprese, con minori vendite per 17,9 miliardi di euro: la sola moda italiana registra una perdita di ricavi che è 3,6 volte quella stimata per le stagioni 2019/20 e 2020/21 per le squadre di football dei principali campionati europei, interessate dalla ‘guerra del calcio’ scoppiata in questi giorni.

I segnali di ripresa si associano ad un tono congiunturale che nel complesso rimane debole. A febbraio 2021 l’export – al netto dell’energia – segna un aumento dello 0,3% rispetto a gennaio, ma nell’ultimo trimestre ristagnano (-0,2%) rispetto al trimestre precedente; nei primi due mesi del 2021 le vendite all’estero rimangono inferiori del 5,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

A febbraio 2021 la produzione manifatturiera sale dello 0,4% rispetto a gennaio, consolidando una crescita congiunturale dello 0,5% nell’ultimo trimestre; nel complesso dei primi due mesi del 2021 l’attività è dell’1,4% al di sotto rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Si consolida la resilienza delle costruzioni, già evidenziata nel 12° report Covid-19 di Confartigianato ‘Prove di ripresa. Terza ondata e prospettive post pandemia per imprese e territori’ pubblicato la scorsa settimana (clicca qui per scaricarlo). L’analisi dei dati pubblicati oggi dall’Istat evidenzia a febbraio 2021 un aumento dell’1,4% della produzione delle imprese dell’edilizia e dell’installazione di impianti rispetto a gennaio, mentre nel primo bimestre dell’anno l’attività si mantiene sopra dell’1,5% allo stesso periodo del 2020, precedente allo scoppio della pandemia.

Sul fronte dei servizi, le vendite al dettaglio nei primi due mesi del 2021 scendono del 7,7%, con una maggiore accentuazione per il comparto no food (-12,4%). Anche nella distribuzione cali più pesanti per le vendite dei prodotti della moda, con un calo del 26,6% per calzature e articoli in cuoio e del 24,6% per abbigliamento e pellicceria.

Restrizioni alla mobilità e chiusure di attività di produzione e al dettaglio hanno generato enormi spazi di mercato all’e-commerce. Dopo il boom del 34,6% dello scorso anno, le vendite via commercio elettronico consolidano la crescita, salendo del 37,2% nel primo bimestre del 2021.

Quella dell’e-commerce è una sfida colta anche dalle piccole imprese: in reazione all’emergenza sanitaria sono raddoppiate le MPI che vendono in Rete o attraverso il proprio sito di e-commerce, con una diffusa maggiore accentuazione nel Mezzogiorno.

DINAMICA DELLA PRODUZIONE DELLE COSTRUZIONI

Febbraio 2019-febbraio 2021 – variazione percentuale tendenziale – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat

DINAMICA DEL VALORE DELLE VENDITE AL DETTAGLIO: PRODOTTI ALIMENTARI E DETTAGLIO PRODOTTI NON ALIMENTARI

Primo bimestre 2021. Variazione cumulata percentuale tendenziale – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat

Il coraggio dei Giovani imprenditori

Programmi e prospettive del dopo Covid. I giovani imprenditori di Confartigianato Marche hanno fatto il punto della situazione con i vertici nazionali.

Guardare con coraggio al post pandemia. I giovani imprenditori di Confartigianato Marche hanno incontrato in webinar la delegata nazionale Rosa Gentile e il Presidente nazionale Davide Peli.  Al centro del confronto gli interventi e le misure per contribuire a costruire un futuro di impresa e di  lavoro per le nuove generazioni.

Nell’incontro, al quale hanno partecipato il Presidente dei Giovani imprenditori di Confartigianato Marche Emanuele Conforti, la responsabile regionale Barbara Tacconelli, una rappresentanza dei Gruppi territoriali, è stata condivisa la necessità di rafforzare il rapporto tra il sistema scolastico e il mondo del lavoro, sostenere la creazione di attività economiche e aiuti concreti alle imprese per uscire dalla crisi Covid con l’auspicio di una accelerazione della campagna vaccinale.

Grande attenzione anche alla formazione per essere sempre più preparati, competenti, aperti al mercato, coniugando il sapere e il saper fare e le nuove tecnologie .

Ci sono tanti artigiani e piccole imprese 4.0 che fanno parte di un sistema virtuoso, spina dorsale della nostra manifattura. Il digitale ha fatto e  sta facendo la differenza: i piccoli imprenditori puntano sempre di più sull’innovazione e sulle tecnologie digitali.  Nelle Marche le imprese guidate da giovani  sono 11.149.  

Il Presidente del Senato Casellati incontra i vertici di Confartigianato

Il Presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati ha ricevuto oggi a Palazzo Giustiniani i vertici di Confartigianato, Cna, Casartigiani. All’incontro hanno preso parte il Presidente di Confartigianato Marco Granelli e il Segretario Generale Vincenzo Mamoli.

I rappresentanti delle tre Confederazioni, nell’evidenziare l’importanza del ruolo di propulsore economico e di garante della coesione sociale che l’artigianato e le piccole imprese svolgono nel Paese, hanno espresso al Presidente Casellati l’auspicio di trovare nel Parlamento l’attenzione e la capacità di ascolto necessarie per consentire agli imprenditori di superare la drammatica fase di crisi e di contribuire al rilancio dello sviluppo.

In questi mesi così difficili – hanno sottolineato – le nostre Confederazioni sono state al fianco delle imprese e delle comunità, mettendo in campo anche gli strumenti di sussidiarietà e di solidarietà propri dell’artigianato per offrire risposte alle gravi difficoltà vissute dagli imprenditori. Con senso di responsabilità e partecipi dell’interesse generale del Paese, intendiamo ora contribuire alla costruzione delle condizioni per la ripresa economica. In questo senso, l’interlocuzione con le istituzioni e il Parlamento è preziosa e indispensabile per soddisfare le ineludibili istanze dei nostri imprenditori e individuare i percorsi di una ripartenza che facciano leva sui valori storici e culturali dell’artigianato italiano e sulle sue capacità di innovazione e di sostenibilità economica, sociale e ambientale.

DEF – Confartigianato in audizione al Parlamento: “Sostegni alle Pmi per tutto il 2021 e riforme strutturali”

“Le leve finanziarie nazionali ed europee devono essere usate per il sostegno e il rilancio delle piccole e medie imprese, che rappresentano il 99,4% del sistema produttivo, e per imprimere una svolta cambiando ciò che non va nel Paese con riforme strutturali del fisco, della Pa, del mercato del lavoro, del welfare, della giustizia civile”. Lo sostengono i rappresentanti di Confartigianato intervenuti oggi all’Audizione sul DEF presso le Commissioni congiunte Bilancio del Senato e della Camera.

“Confidiamo – hanno sottolineato – che il prossimo Decreto Legge Imprese preveda la dotazione finanziaria adeguata a sostenere gli imprenditori anche nel 2021 con nuovi contributi a fondo perduto e misure per coprire le spese fisse, in particolare attraverso il riconoscimento di crediti d’imposta sugli affitti e sulla sanificazione. Va superato il criterio del ristoro circoscritto alla perdita di fatturato media di un solo mese del 2020 e il limite del 30% di calo di fatturato per accedere al contributo a fondo perduto, poiché secondo elaborazioni su un panel di nostri associati, circa il 40% delle imprese presenta una perdita di fatturato inferiore alla soglia del 30%. E’ indispensabile, quindi, introdurre un decalage che permetta di godere del beneficio, seppur in misura più ridotta, alle imprese con un calo del fatturato almeno del 15%”.

Altrettanto necessarie, secondo Confartigianato, nuove moratorie di pagamento dei finanziamenti e la proroga per tutto il 2021 di quelle in essere, senza l’obbligo per le banche di riclassificare il debitore in ‘negativo’ o in ‘insolvente’ e riattivando la flessibilità che l’EBA aveva concesso alle banche europee all’inizio della crisi economica. Va anche estesa la durata della garanzia pubblica da 6 anni ad almeno 15 anni per permettere alle imprese di diluire il proprio impegno finanziario su un arco di tempo più lungo.

Tra le misure per il rilancio delle imprese, i rappresentanti di Confartigianato segnalano il superbonus 110% e la necessità di prorogarlo a tutto il 2023, estendendolo a tutti gli interventi e tipologie di edifici e, negli anni successivi, di renderlo stabile con un meccanismo scalare discendente delle percentuali di detrazione.

In materia di lavoro, Confartigianato chiede di rimuovere gli ostacoli che scoraggiano le imprese ad assumere. In particolare sui contratti a termine, sollecita l’eliminazione strutturale dell’obbligo di indicare la causale e del contributo addizionale previsto in occasione di ciascun rinnovo. Inoltre chiede di superare gradualmente il blocco dei licenziamenti, ampliando le ipotesi di esclusione a cominciare dal settore delle costruzioni e di garantire la possibilità per tutte le imprese di continuare ad utilizzare il lavoro agile in maniera semplificata.

Sul fronte delle politiche attive del lavoro, i rappresentanti dell’artigianato e delle piccole sostengono la necessità di una riforma del sistema di orientamento scolastico e professionale con il rilancio degli Istituti Professionali e degli Istituti Tecnici, investimenti sulle competenze professionali a cominciare dall’uso delle tecnologie digitali e puntando sull’apprendistato duale e professionalizzante. Sollecitata anche l’operatività del Fondo Nuove Competenze almeno per tutto il 2021 e una dotazione finanziaria adeguata ai Fondi Interprofessionali.

Per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali, Confartigianato ribadisce che le ipotesi di riforma dovranno salvaguardare e valorizzare l’esperienza positiva del Fondo di solidarietà bilaterale dell’artigianato e sostiene la necessità di assicurare la rapidità di erogazione delle prestazioni di sostegno al reddito.

PULITINTOLAVANDERIE – “Fallo secco!”, la campagna di Confartigianato per il lavaggio professionale dei capi

“Fallo secco!” è la campagna delle pulitintolavanderie di Confartigianato per la promozione del lavaggio a secco dei capi, garanzia di pulizia efficace e igienizzazione di abiti, vestiti, coperte e tanti altri accessori indossati e utilizzati ogni giorno dagli italiani. Il COVID-19, come tutti i virus, è avvolto da uno strato lipidico sensibile all’etere, al cloroformio e ai solventi, utilizzati nella maggior parte delle lavanderie tradizionali, dove almeno una macchina da lavaggio fa uso di idrocarburo clorurato (tetracoloretilene – percloroetilene o idrocarburi KLW) per il trattamento e la pulizia dei capi. Un’ulteriore garanzia di sicurezza per la salute e la tutela di tutti, a cominciare dai vestiti che indossiamo tutti i giorni.
“La circolare del Ministero della Salute del 22 maggio scorso sull’Accordo tra Governo, Regioni e Province autonome – indica il lavaggio dei capi come una certezza nelle esigenze di sanificazione, sia in acqua con normali detergenti o a secco presso le lavanderie professionali. Una manutenzione certamente straordinaria ma molto utile per garantire l’igienizzazione dei propri abiti. Per questo motivo, con la campagna di informazione vogliamo parlare direttamente alla nostra clientela, in particolare in questo periodo in cui ci sono dubbi e timori, non soltanto per i capi indossati durante la giornata ma anche per i vestiti acquistati in negozio o su internet. Sono certa che la valorizzazione della nostra professione passi anche per questo tipo di iniziative”.
“Fallo secco!“, quindi, è l’appello delle pulitintolavanderie di Confartigianato a tutti gli italiani, un invito nato in Veneto e rimbalzato presto lungo tutto lo Stivale. La situazione delle lavanderie tradizionali è molto difficile, come quella di tanti altri settori della nostra economia. Proprio per il ruolo strategico svolto dalle lavanderie tradizionali per il contenimento del contagio, in questi mesi di divieti e limitazioni hanno potuto lavorare. Il blocco delle attività di imprese e professionisti, la sospensione di eventi, fiere e convegni, però, hanno portato drammatici cali di fatturato nei bilanci di migliaia di micro e piccole imprese. A quel punto, senza poter contare sui ristori stanziati dal Governo.

STUDI – Trasporto persone, tra i settori più colpiti da Covid-19: -74% ricavi, persi 4,1 miliardi di euro.

Il crollo dei flussi turistici, la cancellazione di eventi e fiere, l’annullamento delle gite scolastiche e, più in  generale, la caduta della mobilità conseguente ai provvedimenti restrittivi per contrastare l’epidemia da Covid-19 ha reso drammatiche le condizioni settore del trasporto persone, composto da imprese di trasporto con taxi, trasporto mediante noleggio di autovetture da rimessa con conducente e di autobus turistici e scuolabus.

Il comparto, con 29 mila imprese e con 79 mila addetti, è quello che nel 2020, secondo i risultati della survey pubblicati nel report Covid-19 di Confartigianato pubblicato a inizio marzo, ha segnato una caduta dei ricavi tra le più pesanti, con una flessione del 73,8%: in termini assoluti il trasporto persone ha perso 4.118 milioni di euro di mancati ricavi.

Le tendenze domanda di mobilità delle persone – L’analisi di alcune delle variabili relative al mercato delle imprese del trasporto persone delinea un quadro impressionante. Nell’anno del Covid-19 le località italiane hanno perso 78 milioni di arrivi di turisti e 233 milioni di  presenze, mentre le prenotazioni aeree sono crollate del 87%; le previsioni sui primi due mesi del 2021 registrano un sostanziale azzeramento (-98%). Nell’anno dello scoppio della pandemia le presenze turistiche si sono più che dimezzate (-53,3%), combinazione di una flessione delle presenze straniere di intensità doppia (-70,1%) rispetto a quelle degli italiani (-36,1%).

Si dimezza anche il traffico ferroviario e i relativi flussi di viaggiatori da e verso le stazioni: nei primi tre trimestri del 2020 scendono del 50,6% i passeggeri che prendono il treno, con una riduzione stimata su base annua di 447 milioni di passeggeri.

L’analisi dei flussi turistici delle grandi città – dove si concentra un quinto delle presenze turistiche del 2019 ed è maggiore la domanda di servizi di mobilità delle persone – evidenzia nei primi dove mesi del 2020 una caduta  delle presenze turistiche del 73,2%, di trenta punti superiore 43,5% registrato nelle restanti località.

Nel 2020 si sono persi 18 milioni di pernottamenti per viaggi di lavoro, con una riduzione di oltre due terzi (-67,5%), a seguito del sostanziale azzeramento nel secondo trimestre dell’anno di congressi, convegni, seminari (-86,6% nel 2020) riunione d’affari, fiere ed esposizioni (-77,5%), attività culturali, artistiche, religiose (-63,1%), docenze e corsi di aggiornamento professionale in presenza, a cui si è sovrapposto il forte ridimensionamento di viaggi di rappresentanza e vendita (-67,9%) e delle missioni di lavoro (-61,0%).

Con lockdown, provvedimenti di restrizioni alla mobilità e ad attività sono crollati gli spostamenti  relativi agli hub di trasporto (da e verso stazioni ferroviarie, della metropolitana e degli autobus), che nell’ultimo anno, sulla base dei dati di mobilità forniti da Google, segnano tra marzo e dicembre 2020 un calo medio del 39%, che si consolida nel 2021, segnando una flessione del 43% nei primi tre mesi dell’anno.

Il comparto ha drammaticamente sofferto la rarefazione della didattica in presenza e l’annullamento diffuso dei viaggi di istruzione, attività che interessa, nelle scuole di I e II grado, oltre 4 milioni e 400 mila tra alunni e docenti accompagnatori (uno per classe).

INDICE MOBILITÀ VERSO HUB DI TRASPORTO IN ITALIA DURANTE L’EPIDEMIA COVID-19

15 febbraio 2020-28 marzo 2021, media mensile, scostamento percentuale – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Google

DINAMICA ANNUALE PRESENZE PER VIAGGI DI LAVORO

2009-2020 – var. % presenze rispetto anno precedente – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat

Confartigianato Donne Impresa Marche: parliamo di futuro guardando al post Covid

Confartigianato Donne Impresa Marche incontra in un webinar giovedì 15 aprile alle ore 14.30 la delegata nazionale al “capitale umano e cultura di impresa” Rosa Gentile con la quale fare il punto e approfondire le tematiche di particolare rilievo per le imprenditrici , per analizzare gli effetti della  crisi Covid-19 e proporre  azioni ed interventi per  il sostegno all’ imprenditoria femminile. All’appuntamento porterà i suoi saluti anche la Presidente nazionale di Donne Impresa Confartigianato Daniela Rader. Partecipano la presidente regionale Katia Sdrubolini e le imprenditrici delle Marche.

Costituito nel 1994, il Movimento, che dà voce alle istanze e alle potenzialità di 361.000 aziende, si occupa di promuovere lo sviluppo dell’imprenditorialità femminile e di favorire la conciliazione tra lavoro e cura della famiglia, compito difficile in un Paese, come il nostro , che investe poco in servizi sociali.
Nel corso del webinar si parlerà della attuale situazione economica, dei pesanti effetti della pandemia con uno sguardo attento al futuro.

Le risorse del Recovery Fund devono essere utilizzate anche per azioni mirate a rafforzare la partecipazione femminile all’imprenditoria, incentivando la creazione di piccole imprese e sostenendone la competitività e l’accesso al credito

Il valore aggiunto realizzato in Italia dalle imprese guidate da donne, pari a 290,3 miliardi di euro. Ma sono ancora molti gli ostacoli che impediscono alle donne di esprimere la loro vocazione imprenditoriale.  Per questo, il contributo femminile all’economia deve essere sostenuto con l’introduzione di misure idonee e l’assoluta  necessità di puntare alla semplicità e alla rapidità nell’attuazione per sostenere le imprese, verificando l’efficacia degli interventi già messi in campo e facendo tesoro delle buone pratiche.     

STUDI – Autoriparazione, Italia leader in Ue per contributo all’economia. Alta vocazione artigiana con 71 mila imprese (77%)

A fine del 2020 l’Autoriparazione conta 92.131 imprese registrate, settore che si conferma ad alta la vocazione artigiana, con 70.812 le imprese artigiane, che rappresentano più di tre quarti (76,9%) delle imprese del settore, quota 3,6 volte il 21,2% rilevato per il totale dell’economia.

I dati sul comparto sono stati esaminati nel corso del talk show organizzato da Confartigianato, in videoconferenza, per lanciare la prima edizione di “Imola 2021. Il premio Confartigianato Motori Gran Premio dell’Emilia Romagna Pirelli”.

Per quanto riguarda l’occupazione, l’Autoriparazione conta 206.533 addetti di cui 203.125 in micro e piccole imprese: la concentrazione nelle unità locali con meno di 50 addetti è pari al 98,4% e supera di 26,4 punti la media del 72,0% rilevata nel totale economia non agricola.

Nel confronto internazionale, su dati Eurostat, si osserva che il contributo dell’autoriparazione all’economia in Italia è più alto che negli altri maggiori paesi europei. In Italia il peso degli occupati della manutenzione e riparazione autoveicoli è dell’1,3% del totale occupati delle imprese, superiore all’1,0% dell’Ue a 27; nel dettaglio il peso dell’autoriparazione in Italia è di 0,2 punti superiore all’1,1% della Spagna, di 0,4 punti superiore allo 0,9% della Germania e di 0,5 punti superiore allo 0,8% della Francia.

Pesanti effetti della crisi Covid-19 – Nel corso del 2020 si stima che la recessione conseguente alla pandemia abbia provocato una perdita di ricavi per l’Autoriparazione pari al 12,0% e quantificabile in 1.797 milioni di euro in meno. Sul calo dei ricavi hanno influito la ridotta mobilità conseguente ai provvedimenti restrittivi e all’intensificazione del lavoro a distanza e la caduta dei redditi delle famiglie che ha interessato un terzo (32,9%) delle famiglie italiane, secondo una recente analisi pubblicata dalla Banca d’Italia. Nel dettaglio il 14,6% delle famiglie ha avuto nel 2020 perdite di reddito superiore al 25% del reddito dell’anno precedente, il 18,6% ha registrato riduzione ma inferiore del 25%.

I dati del comparto per tutte le regioni e province italiane sono disponibili nella Elaborazione Flash ‘Alcuni numeri chiave sulla filiera auto in Italia nel 2020’ realizzata in collaborazione con l’Osservatorio MPI di Confartigianato Lombardia. Clicca qui per scaricarla.

IMPRESE AUTORIPARAZIONE PER SEGMENTO

2020, gruppo Ateco, imprese registrate e % sul totale – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Unioncamere-Infocamere

PESO DEL SETTORE AUTORIPARAZIONE SUL TOTALE ECONOMIA NEI PRINCIPALI PAESI UE

2018, % occupati autoriparazione su occupati totale imprese – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Eurostat

BENESSERE – Consegnate al Ministro Gelmini 50mila firme per riaprire le attività di acconciatura ed estetica nelle zone rosse

Autorizzare le imprese di acconciatura ed estetica ad aprire nelle zone rosse, massima determinazione nella lotta all’abusivismo dilagante, aumentare le risorse per i contributi a fondo perduto e rivedere i criteri di assegnazione per evitare discriminazioni. Sono le richieste presentate al ministro per gli Affari Regionali e Autonomie, Mariastella Gelmini, da una delegazione delle imprese del settore aderenti a Confartigianato, Cna e Casartigiani, insieme alla simbolica consegna delle 50mila firme raccolte con una petizione promossa per sollecitare l’intervento del Governo a favore di un comparto che conta oltre 150mila imprese e più di 300mila addetti.

Le imprese del settore hanno sempre assicurato la rigorosa osservanza dei protocolli igienico-sanitari e non è un caso che saloni di acconciatura e centri estetici non abbiano rappresentato fonte di contagio. L’organizzazione e le modalità di svolgimento dei servizi di acconciatura ed estetica, inoltre, in virtù del sistema di prenotazione adottato, non provocano assembramenti.

La chiusura delle attività in zona rossa alimenta la piaga dell’abusivismo generando gravi danni economici alle imprese regolari già stremate dalla crisi e favorendo la diffusione dei contagi in quanto sono ignorati i protocolli e le misure di sicurezza.

Le Confederazioni inoltre chiedono al Governo di modificare i criteri previsti nel Decreto sostegni per l’erogazione dei contributi a fondo perduto. Dall’analisi sulla contabilità delle imprese associate emerge che il 94% delle attività di acconciatura ed estetica ha accusato l’anno scorso una perdita media del fatturato del 25%. Con la soglia del 30% del calo dei ricavi soltanto 28 imprese su 100 potranno accedere al contributo, una evidente discriminazione nei confronti di migliaia di imprese. Ampliare la platea dei beneficiari e incrementare la dotazione di risorse per gli indennizzi rappresentano l’unica risposta allo stato di incertezza e di malessere delle imprese e per scongiurare la condanna a morte di molte attività.

STUDI – Il ritardo di vaccinazioni toglie sprint alla ripresa. Trend dell’economia e riflessi su MPI nel 12° report Covid-19

L’analisi delle previsioni pubblicate la scorsa settimana dal Fondo Monetario Internazionale evidenziano che nel 2022 l’Italia sarà il paese dell’Eurozona più colpito della recessione Covid-19. Gli andamenti in essere dell’economia, i riflessi sulle micro e piccole imprese e le differenziazioni territoriali sono proposti nel 12° report Covid-19 di Confartigianato, presentato dall’Ufficio Studi nel corso di un webinar aperto dal Segretario Generale Vincenzo Mamoli e concluso dal Direttore delle Politiche economiche, Bruno Panieri.

La prospettiva della ripresa è condizionata da fattori di debolezza congiunturale, in un contesto che registra un ritardo delle vaccinazioni nell’Unione europea: al 9 aprile scorso le vaccinazioni al giorno per milione di popolazione sono 4.009 in Italia e 4.309 nell’Unione europea; il ritmo nel nostro Paese è inferiore del 19,6% a quello del Regno Unito (5.448) e del 55,8% a quello degli Stati Uniti (9.069).

A gennaio 2021 la dinamica della produzione manifatturiera, su base trimestrale, rimane ancora in territorio negativo (-1,6%) a fronte di un aumento (+4,3%) registrato nella media Ue a 27. Il report esamina poi l’andamento del made in Italy, evidenziando le incertezze di inizio anno: le esportazioni extra Ue – per cui sono già disponibili le stime preliminari di febbraio 2021 – dopo la crescita di novembre (+2%) e dicembre 2020 (+4,1%), sono ritornate in territorio negativo a gennaio (-12,7%) e febbraio 2021 (-7,3%).  Sono analizzati in dettaglio gli effetti della recessione sul mercato del lavoro, alla luce degli ultimi dati pubblicati la scorsa settimana dall’Istat relativi alla forza di lavoro, con una specifica attenzione alla crisi del lavoro indipendente.

Inoltre, sono esaminate le accentuate tensioni sui prezzi delle commodities, che si intrecciano con le tendenze del cambio euro/dollaro e il gap di competitività relativa ai costi delle commodities energetiche. Il report esamina le condizioni di politica monetaria e le ricadute della recessione e degli interventi di policy sulla finanza d’impresa, con un esame degli ultimi andamenti del credito alle MPI, che consolida il segno positivo, sostenuto dalle garanzie sui prestiti che sono salite a 151,6 miliardi di euro. Nel capitolo dedicato alle politiche pubbliche sono esaminate le tendenze degli interventi fiscali anticiclici e degli indicatori di finanza pubblica.

La seconda parte del report – predisposta in collaborazione con l’Osservatorio MPI Confartigianato Lombardia – mette al centro i territori, con l’esame di un ampio set di dati regionali e provinciali su mercato del lavoro – con attenzione a giovani, donne e indipendenti – esportazioni, trasformazione digitale delle imprese, transizione green, e con alcune prime analisi per regione sulla presenza dell’artigianato in montagna, appennino e aree interne.

Il 12° report Covid-19 di Confartigianato ‘Prove di ripresa. Terza ondata e prospettive post pandemia per imprese e territori’. Clicca qui per scaricarlo.

TASSO DI VACCINAZIONE E NUOVE VACCINAZIONI IN ITALIA, UK, USA, UE

9 aprile 2021, vaccinazioni totali in % popolazione e nuove vaccinazioni giornaliere media ultimi sette giorni, per milione di abitanti – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati ourworldindata.org

DINAMICA PRODUZIONE MANIFATTURIERA NELL’ULTIMO TRIMESTRE NEI PRINCIPALI PAESI UE

Gennaio 2021-novembre 2020, var. % rispetto trimestre precedente, dati destagionalizzati – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Eurostat

ALIMENTAZIONE – Appello al Governo: aperture in sicurezza anche la sera e road map per ripresa eventi

Riaprire in sicurezza le attività di ristorazione con allungamento degli orari e definire rapidamente una road map per far ripartire il settore eventi che rischia di veder andare in fumo quasi due anni di fatturato. E’ la richiesta che presentano le imprese artigiane del settore sottolineando che l’evidenza epidemiologica mostra che bar e ristoranti e il resto delle attività di ristorazione non alimentano la diffusione dei contagi ma sono tra le più penalizzate tra aperture ad intermittenza e ristori largamente insufficienti.

Le imprese sollecitano ogni sforzo per dare certezze ad un comparto rilevante per l’intera filiera agroalimentare che esprime 4 milioni di posti di lavoro. Anche un solo mese di chiusura determina un consistente calo dell’attività mettendo a rischio la sopravvivenza di molte imprese.

Con l’accelerazione della campagna vaccinale, Confartigianato, Cna e Casartigiani chiedono al Governo di consentire alle attività di ristorazione nelle zone gialle di riprendere l’attività anche durante le ore serali definendo un rigoroso assetto di regole per garantire la sicurezza.

Le imprese artigiane del settore hanno elaborato un addendum rispetto alle misure in vigore che hanno dimostrato di essere pienamente efficaci: distanziamento dei posti, limitazione degli accessi e registrazione dei clienti.

Ristoranti, bar, gelaterie, pasticcerie hanno adeguato le proprie attività alle regole dei protocolli e hanno sperimentato un modello virtuoso.

Le tre Confederazioni chiedono al Governo di prolungare l’esercizio delle attività di ristorazione fino alle ore 23 prevedendo il vincolo di consumo al tavolo e l’accesso al locale entro le ore 21.

Inoltre l’obbligo di prenotazione con la quale fornire una serie di informazioni quali generalità di chi la effettua, numero delle persone e stato di convivenza.

Infine le Confederazioni ritengono urgente avviare un confronto rapido per far ripartire in sicurezza e progressivamente il comparto eventi. La proposta prevede che in una prima fase l’apertura riguardi solo le cerimonie civili e religiose, paragonabili al pranzo in ristorante in zona gialla con relativi protocolli ma con alcune condizioni aggiuntive: informare le autorità competenti almeno sette giorni prima della cerimonia, predisporre l’elenco degli invitati, assicurare il distanziamento di almeno un metro e mezzo tra gli ospiti, divieto dell’attività di ballo.

STUDI – Benessere: persi 2,1 miliardi € ricavi nel 2020, con chiusura in aree rosse aggredibile da abusivismo il 57% dei ricavi

La crisi pandemica e i conseguenti interventi restrittivi per il distanziamento sociale hanno determinato effetti pesanti sulla spesa delle famiglie, con ricadute molto gravi sul settore del benessere. Nel settore dell’acconciatura ed estetica, secondo i più recenti dati sulla struttura imprenditoriale italiana, operano 149 mila imprese che danno lavoro a 263 mila addetti. Alta la vocazione artigiana, con oltre 129 mila imprese artigiane del benessere, pari all’86,5%. Sulla base delle indicazioni emerse dalla survey dell’11° report Covid-19 di Confartigianato, nel 2020 il comparto del benessere registra una perdita di ricavi per 2.104 milioni di euro, pari al 33,6% in meno.

La concorrenza sleale dell’abusivismo, ampliata a seguito dei lockdown e la chiusura delle attività del benessere nelle aree a maggiore rischio, determina gravi effetti negativi sulle imprese regolari del settore. Sulla base dei dati dell’Istat, si stima nei servizi alla persona un tasso di lavoro indipendente irregolare del 27,8%, per cui la chiusura di acconciatori e centri di estetica nelle aree rosse apre spazi di domanda per un’offerta irregolare caratterizzata da un esercito potenziale di abusivi composto, sull’intero territorio nazionale, da 42 mila soggetti. Il lavoro indipendente irregolare del comparto è maggiormente diffuso nel Mezzogiorno dove la quota di lavoratori irregolari sale al 31,2%.https://www.youtube.com/embed/C7Bg6Ztouxk

Dal 6 marzo 2021 a inizio aprile, nelle regioni in area rossa la chiusura delle attività regolari ha reso contendibile all’abusivismo il 57,2% dei ricavi del settore del benessere generati nel periodo sull’intero territorio nazionale.

L’abusivismo genera un ingente danno economico e sociale. L’attività degli indipendenti irregolari compromette la qualità e la sicurezza dei trattamenti – le imprese regolari si attengono ai protocolli Covid-19 per distanziamento e sanificazione -, determina una evasione totale di imposte dirette, indirette e contributi sociali, oltre ad esercitare una pressione competitiva sleale sulle imprese regolari che penalizza la propensione agli investimenti e la domanda di lavoro.

L’analisi dell’ultima Nota Covid-19 pubblicata dalla Banca d’Italia – e in cui sono riportati i risultati della terza edizione dell’Indagine Straordinaria sulle Famiglie italiane (ISF)  – evidenzia che la spesa effettuata in novembre per servizi di cura della persona è inferiore al periodo precedente la pandemia per circa due famiglie su tre (67%), il 37% ho smesso di ricorrere a questa tipologia di servizi o l’ho fatta molto meno spesso. Il report evidenzia che la riduzione dei consumi interessa maggiormente  i nuclei familiari residenti in regioni in zona rossa e arancione.

VARIAZIONE FATTURATO 2020 IMPRESE BENESSERE PER REGIONE

Variazione assoluta rispetto al 2019, milioni di euro – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat e CCIAA delle Marche su dati InfoCamere

TASSO IRREGOLARITÀ LAVORATORI INDIPENDENTI NEI SERVIZI ALLA PERSONA

% su totale occupati indipendenti – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat e CCIAA delle Marche su dati InfoCamere

COVID 19 – Confartigianato firma con il Governo i Protocolli su sicurezza e campagna vaccinale in azienda

Confartigianato ha firmato con il Governo e le parti sociali l’accordo per la revisione del Protocollo sulle misure di contrasto e contenimento della diffusione del Covid-19 negli ambienti di lavoro e il Protocollo nazionale per le vaccinazioni nei luoghi di lavoro. La sigla dei due documenti è avvenuta al tavolo di confronto avviato dai Ministri del Lavoro Andrea Orlando e della Salute Roberto Speranza con le sigle di imprenditori e sindacati dei lavoratori.

Protocolli recepiscono le sollecitazioni di Confartigianato. In particolare, in quello sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, sono stati eliminati i riferimenti al rischio biologico specifico sul Covid-19 che avrebbe comportato la correlata necessità di una modifica del Documento di Valutazione dei Rischi aziendale.

E’ stato quindi confermato il principio che il virus rappresenta un rischio biologico generico, per il quale occorre adottare misure uguali per tutta la popolazione. Sono inoltre state respinte le richieste del sindacato di rafforzamento del ruolo dei Comitati aziendali nella gestione del protocollo.

Per il Protocollo in materia di campagna vaccinale per i lavoratori, Confartigianato ha ottenuto l’inserimento, tra i soggetti beneficiari, anche dei datori di lavoro o titolari d’impresa ed il riconoscimento del ruolo che potranno svolgere le Associazioni di categoria e la bilateralità, compresi i Fondi sanitari di settore, che potranno convenzionarsi con le strutture sanitarie private autorizzate alle vaccinazioni.

STUDI – Effetti economici della pandemia dureranno 4 anni. Il trend per economia, MPI e territori nel webinar del 12 aprile

Nel 2022 lo shock Covid-19 peserà ancora per 1,7 punti di PIL sull’economia italiana, il carico più intenso tra tutti paesi dell’Eurozona. L’analisi delle previsioni pubblicate ieri dal Fondo Monetario Internazionale evidenzia che quest’anno il PIL dell’Italia sale del 4,1% e nel 2022 del 3,6%, ma solo nel 2023, registrando un tasso di crescita annuo dell’1,6%, l’economia italiana recupererà i livello pre Covid del 2019, annullando il crollo dell’8,9% registrato nel 2020: gli effetti economici della pandemia si dipaneranno, quindi, lungo l’arco di quattro anni.

La prospettiva della ripresa è condizionata da fattori di debolezza congiunturale, in un contesto che registra un ritardo delle vaccinazioni nei paesi dell’Unione europea rispetto ad altre grandi economie avanzate. A gennaio 2021 la dinamica della produzione manifatturiera, su base trimestrale, rimane ancora in territorio negativo (-1,7%), mentre la ripresa delle esportazioni registra una frenata nei primi mesi del 2021. Il trend del made in Italy extra Ue – per cui sono già disponibili le stime preliminari di febbraio 2021 – dopo la crescita di novembre (+2%) e dicembre 2020 (+4,1%), è ritornato in territorio negativo a gennaio (-12,7%) e febbraio 2021 (-7,3%). Sono già pesanti gli effetti della crisi sul mercato del lavoro, alla luce dell’analisi dei nuovi dati dell’Istat.

DINAMICA PIL 2019-2022 NEI PAESI DELL’EUROZONA

Variazione % cumulata, PIL a prezzi costanti – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati FMI

Gli andamenti dell’economia, i riflessi sulle micro e piccole imprese e le differenziazioni territoriali su lavoro, export, digitale e green saranno contenuti nel 12° report Covid-19 di Confartigianato che sarà presentato lunedì prossimo, 12 aprile 2021, nel corso di un webinar organizzato dall’Ufficio Studi e dalla Direzione Politiche economiche, nell’ambito delle Sessioni streaming della Scuola di Sistema, con il seguente programma:

PROGRAMMA WEBINAR DI PRESENTAZIONE DEL 12° REPORT COVID-19

Introduzione – Vincenzo Mamoli, Segretario Generale

Economia e MPI tra terza ondata e prospettive di ripresa – Enrico Quintavalle, Responsabile Ufficio Studi

Le tendenze sul territorio: lavoro, made in Italy, digitale e transizione green  – Licia Redolfi, Osservatorio MPI Confartigianato Lombardia

Conclusioni – Bruno Panieri , Direttore Politiche Economiche

https://www.facebook.com/events/160091042642352/

STUDI – In dodici mesi persi 355 mila occupati indipendenti (-6,8%). I nuovi dati Istat delineano più pesanti effetti Covid-19

I dati pubblicati stamane dall’Istat relativi alla nuova rilevazione sulle forze di lavoro, che recepisce un regolamento comunitario del 2019, evidenzia una maggiore gravità della crisi Covid-19 sul mercato del lavoro
. Secondo la nuova metodologia, la durata dell’assenza dal lavoro inferiore a 3 mesi diviene il criterio prevalente per definire la condizione di occupato. Di conseguenza i dipendenti in cassa integrazione guadagni non sono considerati occupati se l’assenza supera i 3 mesi e analogamente, mentre i lavoratori autonomi non sono considerati occupati se l’assenza supera i 3 mesi, anche se l’attività è solo momentaneamente sospesa.

Le modifiche introdotte e i caratteri straordinari degli effetti della pandemia sul lavoro – con shock sul lato dell’offerta che hanno determinato il picco storico di utilizzo degli ammortizzatori sociali e la chiusura di numerose attività a seguito dei provvedimenti per arginare la pandemia –  amplia la caduta dell’occupazione, che si avvicina pericolosamente al milione di occupati in meno in dodici mesi: tra febbraio 2021 e febbraio 2020 il calo degli occupati è di 945 mila unità, il 4,1% in meno, registrando una intensità simili per uomini (-4,0%) e donne (-4,2%).

L’analisi per posizione professionale evidenzia che, a fronte di un calo dell’1,5% dei dipendenti permanenti, scendono del 6,8% dei lavoratori indipendenti, pari a 355 mila unità in meno – il calo degli indipendenti è il peggiore dal 2005 – mentre cedono del 12,8% i dipendenti a termine, pari a 372 mila unità in meno.

Parallelamente sono cresciuti i disoccupati (+21 mila) e, soprattutto, gli inattivi, di oltre 700 mila unità: la profondità della crisi e i provvedimenti restrittivi hanno scoraggiato la ricerca di lavoro. Rispetto a febbraio 2020, il tasso di occupazione è più basso di 2,2 punti percentuali: dopo quella di gennaio 2021 (-2,4 punti) si tratta del più ampio calo del rapporto tra occupati e popolazione nell’arco degli ultimi diciassette anni. In parallelo, il tasso di disoccupazione è più alto di 0,5 punti rispetto ad un anno fa.

Su base congiunturale, a febbraio 2021 l’occupazione torna a stabilizzarsi, interrompendo il trend negativo che, tra settembre 2020 e gennaio 2021, ha portato alla perdita di 410 mila occupati; dopo due mesi di forte aumento, cala leggermente il numero di disoccupati.

DINAMICA DELL’OCCUPAZIONE NEGLI ULTIMI DODICI MESI PER POSIZIONE PROFESSIONALE E CARATTERE OCCUPAZIONE

Febbraio 2021-febbraio 2020 – var. % – dati destagionalizzati – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat

VARIAZIONE DEL TASSO DI OCCUPAZIONE IN 12 MESI: 2005-2021

Gennaio 2005-febbraio 2021, var. tendenziale in punti percentuali, dati destagionalizzati – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat

DINAMICA OCCUPAZIONE INDIPENDENTE:  2005-2021

Gennaio 2005-febbraio 2021, var. % tendenziale, dati destagionalizzati – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat

DL SOSTEGNI – Confartigianato al Senato: “Indispensabili più risorse e proroga moratoria crediti”

Ulteriori risorse adeguate a sostenere le imprese, proroga al 31 dicembre delle misure di sostegno alla liquidità delle aziende con nuove moratorie di pagamento dei finanziamenti e conferma di quelle in essere senza l’obbligo per gli intermediari finanziari di riclassificare il debitore in negativo (forborne) o, addirittura, in insolvente (default) secondo la regolamentazione europea in materia e riattivando la flessibilità che l’EBA aveva concesso alle banche europee all’inizio della crisi economica, estensione della durata della garanzia pubblica da 6 anni ad almeno 15 anni per permettere alle imprese di diluire il proprio impegno finanziario su un arco di tempo più lungo”.

Sono le principali richieste avanzate dai rappresentanti di Confartigianato intervenuti oggi in audizione sul Dl Sostegni davanti alle Commissioni Bilancio e Finanze e Tesoro del Senato.

“Apprezziamo – hanno detto – il superamento del criterio dei codici Ateco, l’attenzione alle piccole imprese con la rimodulazione dell’intensità dei contributi. Tuttavia è insufficiente lo stanziamento di circa 11 miliardi di euro rispetto all’ingente e straordinaria perdita di fatturato sofferta dalle imprese e, di conseguenza, troppo limitato il ristoro che è circoscritto alla perdita di fatturato media di un solo mese del 2020. Inoltre, consideriamo troppo ‘severo’ il limite minimo del 30% fissato per la perdita di fatturato necessaria per poter accedere al contributo a fondo perduto, in quanto, secondo elaborazioni su un panel di nostri associati, circa il 40% delle imprese presentano un calo di fatturato inferiore, però, alla prevista soglia”.

Confartigianato chiede inoltre di prolungare fino a 30 aprile 2021 il credito d’imposta per i canoni di locazione degli immobili ad uso non abitativo e affitto d’azienda e a tutto il 2021 il credito d’imposta per la sanificazione degli ambienti, l’acquisto dei dispositivi di protezione individuale e per la salute dei lavoratori e degli utenti.

In materia di lavoro, e in particolare sui contratti a termine, Confartigianato sollecita l’eliminazione strutturale dell’obbligo di indicare la causale e del contributo addizionale previsto in occasione di ciascun rinnovo. Inoltre chiede di superare gradualmente il blocco dei licenziamenti, ampliando le ipotesi di esclusione a cominciare dal settore delle costruzioni.

Oltre alla richiesta di garantire rapidità nell’erogazione degli ammortizzatori sociali, per sostenere politiche attive del lavoro efficaci i rappresentanti di Confartigianato hanno sollecitato l’operatività del Fondo Nuove Competenze almeno per tutto il 2021, una dotazione finanziaria adeguata ai Fondi Interprofessionali, la possibilità per tutte le imprese di continuare ad utilizzare il lavoro agile in maniera semplificata.

Infine, Confartigianato chiede che, in tema di tariffa rifiuti, sia garantito alle imprese che producono rifiuti simili ai domestici di affidarne la raccolta e l’avvio al recupero o smaltimento al di fuori della gestione del servizio pubblico e di ottenere riduzioni della parte variabile della tariffa rapportate alle quantità avviate a recupero.

GIOVANI IMPRENDITORI – Il Presidente nazionale Peli presenta alla Ministra per le Politiche giovanili Dadone le proposte del Movimento

La Ministra per le Politiche giovanili Fabiana Dadone ha incontrato  Davide Peli, Presidente dei Giovani Imprenditori di Confartigianato, il Movimento che rappresenta 65.030 imprenditori under 40. Al centro del confronto gli interventi e le misure per contribuire a costruire un futuro di lavoro per le nuove generazioni.
Nell’incontro è stata condivisa la necessità di rafforzare il rapporto tra il sistema scolastico e il mondo del lavoro, sostenere la creazione di attività economiche e favorire la trasmissione d’impresa e il ricambio generazionale in azienda, intensificare il confronto con le rappresentanze imprenditoriali e promuovere la transizione ecologica potenziando il servizio civile volontario.

“Dobbiamo dare alle nuove generazioni – ha sottolineato la Ministra Dadone – pieno e convinto sostegno in termini di orientamento, formazione professionalizzante, rafforzamento delle misure che garantiscano autonomia e consapevolezza in termini economici e di autoimprenditorialità. Serve una cultura di impresa e credo che serva far riscoprire ai giovani anche quei mestieri ‘tradizionali’ nella loro nuova declinazione tecnologica e digitale.”

“I Giovani Imprenditori di Confartigianato – ha detto il Presidente Davide Peli – si candidano a testimonial della cultura d’impresa nelle scuole, dalle medie inferiori fino alle università, per far conoscere le opportunità del mondo del lavoro e delle imprese ‘a valore artigiano’ e aiutare i giovani ad acquisire le competenze necessarie a raccogliere le sfide di un’economia globalizzata e rivoluzionata dalle tecnologie digitali. Oggi in Italia assistiamo al paradosso di un tasso di disoccupazione giovanile di appena il 30,2% (il 16,2% in meno della media Ue) a fronte di un’elevata difficoltà delle imprese a reperire manodopera: il 33,6% delle figure professionali risultano infatti introvabili sul mercato del lavoro”.

Il Presidente Peli ha inoltre sottolineato la “necessità di favorire la trasmissione d’impresa per non disperdere il patrimonio economico e di competenze professionali consolidato nelle aziende che hanno molti anni di attività alle spalle. Chiediamo di concentrare l’attenzione sul passaggio generazionale nelle aziende in cui c’è un grande valore economico e di cultura produttiva che deve essere preservato e rilanciato dai giovani, sostenendo e facilitando il passaggio di testimone a chi, erede del titolare o dipendente, vuole rilevare l’impresa. Anche in questo caso c’è molto da cambiare: infatti, secondo una rilevazione di Confartigianato, il 51,3% delle imprese segnala la presenza di fattori di ostacolo, tra i quali prevalgono le difficoltà burocratiche, legislative e/o fiscali”.

BENESSERE – FIRMA LA PETIZIONE! Le imprese di acconciatura ed estetica devono poter riaprire anche in zona rossa

In vista del DPCM di prossima emanazione, Cna, Confartigianato e Casartigiani si mobilitano a sostegno del settore Benessere promuovendo una petizione affinché la riapertura delle imprese in zona rossa possa arrestare il dilagare dell’abusivismo.

La chiusura delle attività legali, infatti, sta incentivando il lavoro a domicilio da parte di soggetti che si improvvisano parrucchieri ed estetisti ma non ne posseggono i requisiti professionali (leggi l’approfondimento dell’Ufficio Studi di Confartigianato) non rispettano le norme di sicurezza per poter svolgere l’attività né tantomeno i protocolli anti Covid adottati dal Governo, contribuendo in tal modo alla diffusione del virus.

Il settore, a tutela di clienti e dipendenti, si è dotato di tutte le garanzie necessarie a riaprire saloni di acconciatura e centri estetici nella massima sicurezza, rispettoso delle più rigorose norme e procedure igienico-sanitarie.

Non è un caso che saloni di acconciatura e centri estetici, in questi mesi, non abbiano rappresentato fonte di contagio proprio in virtù delle modalità organizzative che hanno adottato lavorando su appuntamento e non generando assembramenti.

Sarebbe a questo punto ingiustificato che il Governo confermasse il divieto di apertura di tali attività nelle zone rosse e altrettanto incomprensibile sarebbe reiterare la discriminazione che nei decreti dello scorso autunno aveva portato alla chiusura dei soli centri estetici.
Inoltre, a causa delle difficoltà economiche in cui versano le imprese, procrastinare la chiusura delle attività rappresenterebbe una condanna a morte per molte imprese del settore. Le imprese non riusciranno a resistere ancora per molto.

Cna, Confartigianato e Casartigiani chiedono, pertanto, al Governo segnali immediati di attenzione permettendo ai saloni di acconciatura e ai centri estetici di riprendere la propria attività anche in zona rossa.

Firma  QUI  la PETIZIONE.

Il testo della petizione

Saloni di acconciatura e centri estetici sono luoghi sicuri, per clienti, dipendenti e imprenditori. La loro chiusura apre la strada agli abusivi, che approfittano dei divieti per entrare nelle case senza rispettare alcuna misura di sicurezza, con il rischio che il virus si diffonda più facilmente.

I provvedimenti del Governo hanno prima imposto alle imprese di acconciatura ed estetica di adeguarsi a loro spese ai protocolli anti-Covid e poi le hanno costrette a nuove, insostenibili chiusure, nonostante queste attività non abbiano rappresentato fonte di contagio, anche perché lavorando su appuntamento, non generano assembramenti.

Per questo ci stiamo battendo per chiedere al Governo che queste imprese siano autorizzate a riaprire anche nelle zone rosse. Se così non sarà, gli abusivi continueranno a operare indisturbati.

Imporre la chiusura delle attività è una condanna a morte per tante imprese regolari che non riusciranno a resistere ancora per molto. Ecco perché CNA, Confartigianato e Casartigiani invitano tutti, cittadini e imprenditori del settore, a firmare la petizione per chiedere a Governo e Parlamento di consentire ad acconciatori ed estetiste di riprendere la propria attività anche in zona rossa.

STUDI – Accelerare su vaccinazioni per sostenere la ripresa: a fine marzo vax gap del 22,1%

Per la ripresa dell’economia è necessario procedere con una campagna vaccinale rapida e su larga scala, come ha evidenziato Confartigianato nei giorni scorsi il Presidente nazionale di Confartigianato a ‘Omnibus’ (La7).

A fronte di 13 milioni di italiani vaccinati entro il 31 marzo 2021 previsti a fine dello scorso dicembre, sulla base dell’attuale trend si stima che per la fine di questo mese si possa arrivare a 10,1 milioni di persone vaccinate, con un vax gap del 22,1% in meno rispetto al target previsto tre mesi fa.

Nel confronto internazionale al 28 marzo 2021, il tasso relativo alle dosi di vaccino somministrate per 100 abitanti è del 48,6% nel Regno Unito, del 40,9% negli Stati Uniti e del 15,5% in Unione europea; in linea con questo valore l’Italia (15,6%), la Francia (15,3%) e la Germania (15,4%).

La maggiore diffusione dei vaccini si associa ad un abbattimento della mortalità da Covid-19: i decessi giornalieri (media degli ultimi 7 giorni) per milione di abitante sono 7,1 in Italia, 5,7 in Ue, mentre scendono a 2,9 negli Usa e arrivano al minimo di 0,9 nel Regno Unito. L’Italia, lo ricordiamo, è l’ottavo paese al mondo per mortalità da Covid-19 in rapporto alla popolazione.

L’analisi del tasso di vaccinazione per regione evidenzia una significativa variabilità territoriale: tassi più elevati si riscontrano per Molise (19,8%), P.A. Bolzano (18,9%) ed Emilia-Romagna (18,1%) mentre, all’opposto, si osserva una minore diffusione delle vaccinazioni in Campania (13,8%), Sardegna (13,4%) e Calabria (12,8%).

Sul fronte delle policy delineate nel Consiglio europeo della scorsa settimana, nell’Unione europea vanno intensificati gli sforzi per “accelerare la produzione, la consegna e la diffusione dei vaccini”, anche attraverso meccanismi di condivisione.

La ripresa economica perde di slancio a fronte di un ritardo della vaccinazioni. Nell’ultimo report dell’Ocse, pubblicato lo scorso 9 marzo, l’analisi di un confronto internazionale evidenzia che un maggiore tasso di vaccinazione corrisponde ad una più intensa diminuzione del grado di restrizione per contrastare l’epidemia, presupposto per un maggiore ritmo di crescita.

Secondo le previsioni contenute nell’Interim Economic Outlook dell’Ocse, nel 2022 l’Eurozona avrà completamente assorbito la crisi Covid-19, mentre l’Italia registra un marcato ritardo nell’aggiustamento macroeconomico, con il PIL che nel prossimo anno si collocherà al di sotto dell’1,4% rispetto al livello pre crisi.

Sulla velocità della ripresa saranno decisivi gli interventi per supportare gli investimenti e la domanda di lavoro delle imprese contenuti nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che sarà presentato alla Commissione europea entro il prossimo 30 aprile.

Le conseguenze della pandemia sull’economia italiana e i riflessi sulle MPI nell’11° report Covid-19 di Confartigianato ‘La strada tortuosa verso la ripresa 2021’. Clicca qui per scaricarlo.

TASSO DI VACCINAZIONE E DECESSI COVID-19

28 marzo 2021 – dosi vaccino per 100 abitanti e decessi Covid-19 ultimi 7 giorni per milione di abitanti –Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati ourworldindata.org

DOSI DI VACCINO SOMMINISTRATE PER 100 ABITANTI PER REGIONE

Aggiornamento al 29 marzo 2021, popolazione al 1° gennaio 2020 – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Governo italiano

TASSO VACCINAZIONE E DINAMICA DEL GRADO DI RESTRIZIONE

Dinamica grado restrizione gennaio-1^settimana marzo 2021 – dati Ocse, Interim Economic Outlook

STUDI – Nella crisi del lavoro più dura per i giovani

L’analisi degli ultimi dati dell’INPS su attivazioni e cessazioni di rapporti di lavoro dipendente di imprese private, evidenzia che il saldo annualizzato – la differenza tra i flussi di assunzioni e cessazioni in dodici mesi, che rappresenta la variazione tendenziale delle posizioni di lavoro – è diventato negativo a febbraio 2020 ed è peggiorato a causa della crisi Covid-19 fino a toccare il minimo a giugno 2020 (-812.000); nella seconda parte dell’anno la situazione è migliorata ma a dicembre 2020 il saldo annualizzato è ancora pesantemente negativo (-659.808): solo i rapporti di lavoro a tempo indeterminato mostrano un saldo positivo (+259.160 e saldo positivo in tutte le regioni); quest’ultimo andamento va letto alla luce dell’ampio utilizzo degli ammortizzatori sociali e della proroga del divieto di licenziamento.

Di particolare rilevanza per il segmento dell’occupazione giovanile, è il segnale di tenuta dell’apprendistato che registra il minor saldo negativo (-1.203 unità) tra le forme contrattuali diverse dal lavoro a tempo indeterminato. Nel dettaglio regionale i maggiori spunti positivi del saldo per gli apprendisti – diffusi tra le regioni del Mezzogiorno si osservano in Campania (+3.603), Sicilia (+2.155), Lazio (+1.605), Puglia (+1.194), Calabria (+668), Abruzzo (+330), Liguria (+289) e Sardegna (+179).

Altro spunto positivo proviene dalle trasformazioni di rapporto di lavoro: nel 2020 salgono del 9% le conferme di rapporti di apprendistato giunti alla conclusione del periodo formativo, in netta controtendenza rispetto a quelle a tempo determinato, che crollano del 22%.

La maggiore diffusione dell’apprendistato nelle imprese artigiane si conferma anche nel difficile contesto della crisi da Covid-19: per il 2020 il 9,5% delle assunzioni delle imprese artigiane sono previste con contratto di apprendistato, a fronte di una media del 6,8%. L’incidenza massima di apprendisti nell’artigianato, pari al 12,8%, si raggiunge nei Servizi, quota quasi doppia rispetto alla media di settore del 7,0%.

I dati per regione e provincia sulla consistenza degli apprendisti sono disponibili nel rapporto ‘Territori 2020 – 100 variabili, oltre 10 mila numeri di oltre 100 territori. 10^ edizione’. Clicca qui per scaricarlo.

DINAMICA OCCUPATI UNDER 35 PER REGIONE

Anno 2020. Variazione percentuale su 2019 – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat

SALDO ANNUALIZZATO DEI RAPPORTI DI LAVORO IN ESSERE PER TIPOLOGIA CONTRATTUALE

Anno 2020. Somma delle variazioni mensili, dati decrescenti. Dati soggetti a revisione – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Inps

SALDO ANNUALIZZATO DEI RAPPORTI DI LAVORO IN ESSERE PER REGIONE: TOTALE RAPPORTI DI LAVORO E APPRENDISTATO

Anno 2020. Somma delle variazioni mensili, dati decrescenti. Dati soggetti a revisione – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat

PESO APPRENDISTATO PER SETTORE E CARATTERE ARTIGIANO

Anno 2020. % assunzioni apprendisti su totale assunzioni previste – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Unioncamere – ANPAL, Sistema Informativo Excelsior, 2020

STUDI – Artigianato, fattore di coesione economica e sociale: in Appennino 193 mila imprese artigiane con 517 mila addetti

Artigianato e micro e piccola impresa (MPI) rappresentano fattori chiave di coesione economica e sociale per attenuare il trend di declino di aree interne e di montagna. Si tratta di territori estesi, meno densamente popolati, ma che mantengono un peso significativo sulla società italiana. In Italia sono 2.487 i comuni montani – comuni con altitudine non inferiore ai 600/700 metri –  circa un terzo (il 31,5%) del numero complessivo di comuni (7.903) presenti sul territorio nazionale nel 2020. Sul territorio nazionale le aree interne – comuni significativamente distanti dall’offerta di servizi essenziali – comprendono 4.065 comuni, pari al 51,4% del numero complessivo di comuni, e vi risiedono 12,9 milioni di cittadini, pari al 21,7% della popolazione italiana. Nei comuni di montagna vi sono 7,3 milioni di residenti pari al 12,2% della popolazione italiana. In Appennino – area che si estende dalla Liguria alla Sicilia e comprende oltre due mila comuni, risiedono 9,3 milioni di abitanti che rappresentano il 15,6% della popolazione italiana, l’equivalente dei residenti nelle prime 13 metropoli e città italiane.

In queste aree si osserva una presenza diffusa di piccole imprese e dell’artigianato. Gli addetti delle MPI attive nelle aree interne pesano per il 82% del totale, dieci punti superiore al 72% rilevato della media nazionale. Nelle aree interne sono attive 241 mila imprese artigiane, con 580 mila addetti, il 23,3% dell’occupazione di queste aree, 7,9 punti superiore al 15,4% della media dell’artigianato nazionale. Nell’area appenninica sono localizzate 193 mila artigiane, con 517 mila addetti: si tratta del 19,4% dell’occupazione dell’artigianato italiano, e del 22,1% del totale addetti dell’area, 6,7 punti superiore alla quota media nazionale.

PESO OCCUPAZIONE ARTIGIANATO SUL TOTALE, PER TIPOLOGIA TERRITORIALE

2018, % addetti imprese artigiane sul rispettivo totale addetti imprese – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat

AUTOTRASPORTO – Confartigianato Trasporti: “Bene il Ministro Giovannini su finanziamento rinnovo dei mezzi in Recovery Plan”

Si è tenuto oggi il primo confronto tra Confartigianato Trasporti ed il Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, che ha incontrato le parti sociali del settore trasporti e mobilità per finalizzare le proposte del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

“Bene il metodo avviato dal Ministro, che ha assicurato di voler coinvolgere le parti sociali in tutte le fasi di attuazione del PNNR”.  Questo il commento del Presidente di Confartigianato Trasporti Amedeo Genedani che ha illustrato al Ministro le esigenze specifiche delle piccole e medie imprese di trasporto traguardabili nel Piano riguardanti la realizzazione di progettualità in un’ottica di perseguimento dei driver della transizione ecologica, della sostenibilità ambientale e dell’intermodalità. Tali sfide sono state al centro di tutti gli interventi di Confartigianato Trasporti in occasione delle audizioni parlamentari sul tema.

Il Ministro, nel sottolineare l’importanza strategica che intende affidare al confronto con le rappresentanze degli operatori del settore, ha richiamato la sensibilità delle associazioni per fornire contributi e suggerimenti sistemici per l’intero sistema Paese costruendo una visione integrata dei problemi da risolvere e delle misure da adottare. In particolare, nel ricordare i tempi strettissimi per la definizione del Piano che deve essere presentato entro il 30 aprile alla Commissione europea, ha illustrato il lavoro svolto all’interno del Ministero che si è organizzato con cinque task force per far fronte alla corretta ed efficace gestione delle azioni e delle missioni del Piano che riguardano i settori di competenza.

Il Presidente Genedani, accogliendo con favore le dichiarazioni degli scorsi giorni del Ministro Giovannini sulla compatibilità del finanziamento del rinnovo del parco veicolare sia leggero che pesante con le finalità e gli obiettivi del PNRR, ha ribadito la necessità di assicurare con le risorse del Recovery Plan una dotazione finanziaria pluriennale adeguata a sostenere gli imponenti investimenti green delle imprese di autotrasporto impegnate a rinnovare i propri mezzi ed al contempo incentivare lo sviluppo dell’intermodalità marittima e ferroviaria, prevedendo dei voucher diretti agli autotrasportatori che sono coloro che compiono la scelta intermodale, tolgono tir dalle strade e riducono notevolmente le emissioni inquinanti.

RIFORMA PA – Confartigianato: “Stop a burocrazia che blocca imprese

“La riforma della Pubblica amministrazione e l’azzeramento delle complessità burocratiche a carico delle imprese sono condizione fondamentale per il rilancio dello sviluppo del nostro Paese. Il Piano varato dal Ministro Renato Brunetta e il Patto per l’innovazione del lavoro pubblico non rimangano sulla carta, ma siano la vera svolta per una buona amministrazione alleata degli imprenditori”.

Lo hanno sottolineato i rappresentanti di Confartigianato intervenuti in audizione alla Commissione parlamentare per la semplificazione sull’indagine conoscitiva sulla semplificazione delle procedure amministrative connesse all’avvio e all’esercizio delle attività di impresa

L’Italia – hanno fatto rilevare – è al 23° posto tra i 27 Paesi dell’Unione europea per l’eccesso di complicazioni amministrative e al 58° posto tra 190 Paesi nel mondo per la facilità di fare impresa. Per realizzare un appalto in Italia servono 7 mesi in più rispetto alla media europea, a causa dei numerosi passaggi burocratici che incidono per il 54,3% sui tempi complessivi per completare le opere. Anche l’utilizzo del superbonus 110% è frenato dalla burocrazia: il 52% delle imprese segnala ritardi nell’inizio delle attività a causa di problemi burocratici e il 42,5% lamenta le mancate risposte di uffici comunali e pubbliche amministrazioni.

Per uscire dalla crisi e utilizzare al meglio la straordinaria opportunità offerta dal Recovery Plan, Confartigianato ritiene indispensabile imprimere una svolta nelle politiche di semplificazione secondo tre direttrici: digitalizzazione estesa del rapporto tra PA e imprese, soprattutto attraverso il dialogo tra le banche dati pubbliche; standardizzazione dei procedimenti e della modulistica; riorganizzazione delle competenze e riduzione del numero di enti pubblici coinvolti nel medesimo procedimento. In questo modo si creeranno le condizioni per applicare finalmente il principio dell’’once only’, in base al quale le pubbliche amministrazioni non possono chiedere all’impresa i dati già in loro possesso.

Inoltre, secondo Confartigianato, l’impresa deve poter contare su norme chiare, senza doversi assumere la responsabilità di interpretazioni incerte, rischiando di essere sanzionata a seguito di controlli da parte di soggetti diversi, non coordinati, o che interpretano in maniera differente la medesima normativa.

In sintesi, le imprese chiedono che il rapporto con la Pa si semplifichi con una sola istanza, una sola piattaforma informatica, una sola risposta ed un solo controllo.

Fondamentale, infine, il monitoraggio delle semplificazioni già introdotte, ed evitare l’emanazione continua di nuove norme che modificano le precedenti, complicando ulteriormente la vita delle imprese.

EDILIZIA – Anaepa Confartigianato alla Camera: ‘Anche ad artigiani diritto di pensione anticipata per lavoro usurante’

Includere gli imprenditori artigiani tra i lavoratori edili che possono accedere al pensionamento anticipato previsto per le attività usuranti.
È la sollecitazione espressa dal Segretario nazionale di Anaepa Confartigianato Edilizia Stefano Bastianoni, intervenuto all’audizione in Commissione lavoro della Camera sulla proposta di legge in tema di accesso anticipato al pensionamento per i lavoratori delle imprese edili e affini.

Confartigianato Edilizia apprezza l’inserimento delle lavorazioni edili tra le attività usuranti previste dal Decreto legislativo 67/2011, con conseguente diritto per i lavoratori del settore all’accesso al trattamento pensionistico anticipato.

Lo stesso diritto – sottolinea– va riconosciuto all’artigiano edile il quale, nonostante sia titolare dell’impresa, partecipa in prima persona e direttamente al processo produttivo e alle attività del cantiere ed è quindi esposto, al pari degli altri lavoratori, ai numerosi fattori di rischio che motivano la caratteristica di ‘lavoro usurante’.

Inoltre, il Segretario di Anaepa Confartigianato Edilizia propone, quali requisiti per l’accesso anticipato al pensionamento dei lavoratori edili, la riduzione dell’anzianità contributiva minima a 30 anni (di lavoro effettivo in edilizia) e una età anagrafica modulabile in funzione dell’anzianità contributiva: anzianità contributiva di 30 anni con età minima anagrafica di 61,7 anni. A partire da questi requisiti, ogni 4 anni di contribuzione aggiuntiva propongono di ridurre l’età minima anagrafica: con anzianità contributiva di 34 anni, età minima anagrafica di 60 anni; con anzianità contributiva di 38 anni, età minima anagrafica di 59 anni.

Secondo Bastianoni, inoltre, nella proposta di legge oggetto dell’audizione va fatto riferimento a tutti i contratti collettivi nazionali di lavoro sottoscritti dalle Organizzazioni datoriali comparativamente più rappresentative a livello nazionale e dalle Organizzazioni nazionali dei Sindacati.

Confartigianato Edilizia, per sostenere il pensionamento anticipato dei lavoratori edili dipendenti delle imprese che applicano uno dei contratti nazionali dell’edilizia e beneficiano del Fondo Prepensionamenti istituito dalle parti sociali del settore e gestito dal sistema delle Casse Edili/Edil Casse, chiede che le Casse Edili/Edil Casse siano legittimate a versare, per nome e per conto dei lavoratori interessati e su loro delega, la contribuzione volontaria utile per raggiungere il requisito pensionistico.

Confartigianato portabandiera delle imprese a valore artigiano alle Olimpiadi Milano Cortina 2026

Confartigianato Imprese sarà portabandiera dei valori dell’artigianato italiano alle Olimpiadi Milano Cortina 2026. La corsa verso i Giochi Olimpici è iniziata oggi con la firma della partnership strategica tra il Comitato Organizzatore dei Giochi Olimpici e Paralimpici italiani e Confartigianato Lombardia e Confartigianato Veneto.

“Con questa nostra partecipazione ai Giochi Olimpici – sottolinea il Presidente di Confartigianato Marco Granelli – offriamo preziose opportunità di lavoro e di visibilità ai nostri imprenditori che rappresentano il motore del made in Italy. Siamo onorati e fieri di poter mostrare al mondo di cosa sono capaci i ‘campioni’ dell’artigianato e delle piccole imprese italiane. La nostra corsa verso il traguardo olimpico è tanto più significativa e importante in questo momento in cui abbiamo bisogno di stimoli e di occasioni per programmare il futuro, rilanciare le nostre attività e lasciarci alle spalle il buio della crisi”.

“Siamo orgogliosi di essere partner di un evento di grande tradizione, richiamo e significato quale sono i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali grazie al protocollo di intese fortemente cercato e voluto da Confartigianato ”, hanno dichiarato congiuntamente Eugenio Massetti, Presidente di Confartigianato Imprese Lombardia, e Roberto Boschetto, Presidente di Confartigianato Imprese Veneto.

“Le Olimpiadi invernali 2026 – proseguono – come tutti i recenti grandi eventi sono, oltre all’appuntamento sportivo, una straordinaria occasione di sviluppo dei territori in cui si svolgono. La vera opportunità da cogliere è quella di valorizzare gli investimenti per garantire ricadute durature che vadano oltre la visibilità internazionale e gli afflussi di visitatori nei giorni delle manifestazioni. Dal riutilizzo delle opere alla creazione di condizioni per rafforzare l’economia e la qualità della vita. La loro rilevanza internazionale è infatti, se correttamente incanalata, leva di promozione in particolare per le nostre imprese a valore artigiano”.

Servizi: analisi dati congiunturali

L’analisi degli ultimi dati congiunturali evidenzia per il comparto dei servizi prospettive di recupero più incerte. Una nostra recente analisi sulla fiducia delle imprese  evidenzia nei servizi un ritardo di oltre dieci punti percentuali nel recupero livelli pre-crisi di febbraio 2020. Le condizioni di incertezza si riverberano sull’artigianato dei servizi, dove si concentra il 38,9% degli addetti delle imprese artigiane.

Nel quarto trimestre 2020, al netto della stagionalità,  l’indice del fatturato dei Servizi – che non comprende il commercio al dettaglio – diminuisce del 2,2% rispetto al trimestre precedente mentre l’indice grezzo registra una diminuzione del 7,6% su base annua.

Nell’arco dell’intero 2020 il fatturato dei Servizi scende del 12,1%, calo più pesante rispetto a quelli di manifattura (-11%) e costruzioni (-7%). Crisi del turismo e restrizioni alla mobilità per contrastare la pandemia hanno determinato un crollo del 42,5% dei fatturato dei Servizi di alloggio e di ristorazione, a cui si associano la caduta del 76,3% dei ricavi delle Agenzie di viaggio e tour operator e la flessione del 17,5% di del fatturato nel Trasporto e magazzinaggio. Forti cali anche per le Attività professionali, scientifiche e tecniche con il -9,3%, il Commercio all’ingrosso, commercio e riparazione di autoveicoli e motocicli con il -8,3%. Maggiore tenuta per i ricavi dei Servizi di informazione e comunicazione, che limitano il cala al 3,0%. Sono 205 mila le imprese artigiane operanti in settori interessati dalla domanda turistica, e rappresentano il 15,9% dell’artigianato totale.

Autoriparazione, servizi pulizia e trasporto terrestre – Focalizzando l’attenzione su tre comparti dei servizi con una significativa presenza di imprese artigiane, nel IV trimestre 2020 le Attività di pulizia e disinfestazione aumentano del 2,1% rispetto ad un anno prima, l’Autoriparazione scende dell’8,1% ed il Trasporto terrestre del 9,9% per un calo complessivo dei tre servizi pari al 7,9% e lievemente peggiore rispetto ai Servizi (-7,6%). Nei tre settori in esame si registrano  367 mila addetti nelle imprese artigiane, il 35,4 % dell’artigianato dei servizi.

Nel corso dell’intero 2020 il Trasporto terrestre registra un calo di fatturato del 12,3%, pari a minori ricavi per 9.258 milioni di euro nell’anno, l’Autoriparazione segna una riduzione del 12,0%, pari a 1.797 milioni di euro in meno, mentre le Attività di pulizia e disinfestazione si fermano sul -2,8%, pari a 404 milioni in meno, grazie alla intensificazione delle attività di sanificazione che hanno compensato parzialmente la minore domanda causata dalla recessione. Complessivamente questi tre servizi a maggior vocazione artigiana registrano un calo del 10,9%, pari a minori vendite per 11.459 miliardi di euro.

La spesa per consumi – Conferme sull’intensità dello shock sulla domanda causato dalla pandemia arriva dalle stime preliminari delle spese per consumi delle famiglie dell’Istat: mentre si osserva la sostanziale stabilità della spesa per Alimentari e bevande analcoliche (+0,8%) e per Abitazione, acqua, elettricità e altri combustibili, manutenzione ordinaria e straordinaria (-0,4%), la restante spesa per consumi, al netto di food, energia e casa, si riduce del 19,4%, con forti riduzioni nelle spese in Servizi ricettivi e ristorazione (-39,0%) e nei Trasporti (-24,6%).

DINAMICA DEL FATTURATO DEI SERVIZI NEL 2020 PER SETTORE

Anno 2020. Variazione percentuale tendenziale – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat

DINAMICA DEL FATTURATO IN SETTORI DEI SERVIZI A MAGGIORE VOCAZIONE ARTIGIANA NEL 2020

Anno 2020. Variazione percentuale tendenziale – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat

TREND TRIMESTRALE TENDENZIALE DEL FATTURATO IN TRE SETTORI DEI SERVIZI A MAGGIORE VOCAZIONE ARTIGIANA

I trimestre 2011 (inizio serie completa di dettaglio settoriale)-IV trimestre 2020. Variazione percentuale tendenziale –
Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat

EUROPA – Costante confronto tra Mpi europee: summit tra Confartigianato e le Confederazioni francese e tedesca

L’impatto della pandemia sul tessuto produttivo delle piccole imprese europee e le strategie per uscire dalla crisi sono stati gli argomenti al centro dell’incontro tra il Presidente di Confartigianato Marco Granelli, il Presidente di Cma (Camera dei mestieri e dell’artigianato di Francia) Joël Fourny e il Presidente di Zdh (Confederazione Tedesca dell’Artigianato e delle PMI) Hans Peter Wollseifer,

Le tre maggiori Confederazioni dell’artigianato e delle piccole imprese di Italia, Francia e Germania hanno consolidato un rapporto di costante confronto e di collaborazione sulle misure che nei rispettivi Paesi riguardano le piccole imprese. Un rapporto che si esprime anche nell’ambito di SMEUnited (l’Organizzazione europea dell’artigianato e delle PMI di cui Confartigianato, Cma e Zdh sono componenti) e che consente di fare ‘fronte comune’ nell’interlocuzione con le Istituzioni europee.

L’importanza delle relazioni tra i tre Paesi è stata peraltro richiamata dal Presidente del Consiglio Draghi, nel suo intervento in Parlamento per la fiducia al nuovo Governo, quando ha sottolineato che “gli anni più recenti hanno visto una spinta crescente alla costruzione in Europa di reti di rapporti bilaterali e plurilaterali privilegiati. Proprio la pandemia ha rivelato la necessità di perseguire uno scambio più intenso con i partner con i quali la nostra economia è più integrata. Per l’Italia ciò comporterà la necessità di meglio strutturare e rafforzare il rapporto strategico e imprescindibile con Francia e Germania”.

L’incontro ha consentito di approfondire e condividere aspettative e proposte per il rilancio delle attività economiche colpite dagli effetti della pandemia anche in vista di iniziative nei confronti delle istituzioni europee. Da parte dei tre Presidenti è stata sottolineata la necessità di un’azione comune affinchè la Commissione europea, nella Strategia industriale per l’Europa di imminente presentazione, tenga nella massima considerazione il principio “Pensare innanzitutto al piccolo”.

Il Presidente Granelli ha illustrato la situazione della nostra economia e gli effetti provocati dalla pandemia sull’artigianato e sulle piccole imprese, le misure che il Governo intende assumere per il rilancio dello sviluppo e le proposte presentate dalla Confederazione. In particolare, ha poi indicato i temi della trasformazione digitale e del Green New Deal, sui quali la Commissione europea adotterà una serie di misure e che rappresentano la sfida fondamentale per costruire il futuro dell’artigianato e delle micro e piccole imprese. “E’ necessario – ha sottolineato il Presidente Granelli – un chiaro orientamento della politica economica europea che coinvolga le Organizzazioni rappresentative delle Pmi nei processi decisionali e preservi e valorizzi le peculiarità del sistema imprenditoriale, formato per il 99% da micro, piccole e medie imprese. La ripresa economica dell’Europa deve fare leva sulle micro e piccolo imprese alle quali vanno garantite condizioni di accesso semplici ed efficaci alla finanza d’impresa, ai processi e agli strumenti di trasformazione digitale, di potenziamento delle competenze degli imprenditori e dei dipendenti, di innovazione tecnologica e di transizione ecologica”.

Durante il confronto, è stato affrontato anche il tema della formazione e delle iniziative per avvicinare le nuove generazioni all’artigianato. A questo proposito, il Presidente di CMA ha illustrato le esperienze realizzate in Francia con misure ad hoc e un piano di comunicazione ‘1 giovane, 1 soluzione’ finanziato dal Governo per avvicinare i giovani all’apprendistato e al mondo del lavoro, in particolare ai mestieri artigiani.

Confartigianato Donne Impresa Marche riunisce il proprio direttivo nel giorno simbolo della festa delle donne

Anche la demografia d’impresa risente della pandemia, soprattutto se alla guida dell’azienda c’è una donna. Sono 38.352 le imprese femminili delle Marche su un totale di 166.661 aziende marchigiane, il 23%. Nell’anno della pandemia il saldo delle imprese femminili registra un – 473 ( – 1,22%). Ancora più pesante, secondo i dati elaborati da Confartigianato,  l’impatto dell’emergenza sanitaria sulle imprese femminili di giovani donne under 35 che hanno subito una variazione del – 7,71% passando dalle 3.865 unità del 2019  a 3.567 del 2020 (  saldo di – 298).

Numeri conseguenza del fatto che la presenza dell’impresa femminile è concentrata nei settori su cui maggiormente si sono abbattuti gli effetti della pandemia: servizi alla persona, in cui sono compresi quelli legati al benessere, alla ristorazione e alla sua filiera, il turismo, il wedding. Ripercussioni anche sul  manifatturiero, moda in primis, ma anche i settori legati all’artigianato artistico.

Confartigianato Donne Impresa Marche riunirà il proprio direttivo  on line nella giornata simbolo della donna, l’8 marzo per analizzare gli effetti della  crisi Covid-19 e proporre  azioni ed interventi per  il sostegno all’ imprenditoria femminile.

Le risorse del Recovery Fund devono essere utilizzate anche per azioni mirate a rafforzare la partecipazione femminile all’imprenditoria, incentivando la creazione di piccole imprese e sostenendone la competitività e l’accesso al credito

La Presidente di Donne Impresa Confartigianato Marche Katia Sdrubolini, ha ricordato il valore aggiunto realizzato in Italia dalle imprese guidate da donne, pari a 290,3 miliardi di euro. Ma – ha spiegato – sono ancora molti gli ostacoli che impediscono alle donne di esprimere la loro vocazione imprenditoriale.  Per questo, prosegue Barbara Tacconelli responsabile del Gruppo Donne Impresa di Confartigianato Marche, il contributo femminile all’economia deve essere sostenuto con l’introduzione di misure idonee e l’assoluta  necessità di puntare alla semplicità e alla rapidità nell’attuazione per sostenere le imprese, verificando l’efficacia degli interventi già messi in campo e facendo tesoro delle buone pratiche.     

Il Presidente Granelli a La7: “In Dl Sostegno ristori commisurati alle reali perdite di tutte le imprese”

“Una nuova chiusura generalizzata sarebbe l’ennesima batosta per i nostri imprenditori già stremati da questo anno terribile di chiusure e di stop and go delle attività”. Il Presidente nazionale di Confartigianato Marco Granelli, intervenuto oggi al programma di La7 ‘L’aria che tira’, ha sottolineato le pesanti difficoltà degli artigiani e delle piccole imprese. “A causa della crisi provocata dalla pandemia – ha detto – il 32% delle nostre aziende è a rischio. Nel 2020 il valore della produzione delle nostre aziende di manifattura e servizi è crollato dell’11 per cento”.

Il Presidente Granelli ha poi commentato le anticipazioni sui contenuti del Decreto Sostegno che dovrebbe vedere la luce nei prossimi giorni.

Confartigianato – ha spiegato Granelli – si è battuta per ottenere ristori che fossero commisurati alle reali perdite subite da tutte le aziende e non in base all’appartenenza delle imprese ai codici Ateco. Sembra che nel Decreto Sostegno finalmente questa nostra richiesta sia stata recepita. Se in passato si sono usati i codici Ateco e la perdita era quantificata nel raffronto tra aprile 2020 e l’anno precedente, ora si ragiona solo in termini di fatturato eroso dalla pandemia nel 2020 e fasce di grandezza delle imprese. Apprezziamo questo criterio perché si potrà fare finalmente giustizia sulle perdite del 2020 e indennizzare chi ha perso molto restando finora di fatto tagliato fuori dagli aiuti. Ora la priorità è che il sostegno arrivi in tempi rapidi perché la situazione delle imprese è molto grave”.

STUDI – 52% interventi con superbonus subiscono ritardi burocratici, a rischio la ripresa avviata nella seconda metà del 2020

A febbraio 2020 si consolida la crescita della fiducia delle imprese delle costruzioni, con l’indice che ritorna sui livelli pre Covid-19. L’analisi dei dati congiunturali delle costruzioni sviluppata nel 11° report Covid-19 di Confartigianato pubblicato ieri evidenzia una fase di ripresa nel seconda parte del 2020, dove il trend dell’attività dell’edilizia ritorna in territorio positivo, dopo una primavera difficile. Tra giugno e dicembre 2020 la produzione nelle costruzioni aumenta del 3,6%, in linea con il +4,1% della Germania, mentre persiste nella seconda metà dell’anno una fase ciclica negativa per Francia (-5,8%) e Spagna (-8,8%). Il bilancio dell’anno della pandemia rimane pesante, con un calo del 7,6% della produzione nell’arco del 2020.https://www.youtube.com/embed/KunjHOLxdLo

Sul tono della domanda nel secondo semestre del 2020 influisce, come evidenziato in una nostra precedente analisi, una elevata propensione delle famiglie ad effettuare manutenzione straordinaria della abitazione e l’introduzione del superbonus del 110%, ma la burocrazia potrebbe ridurre l’efficacia anticiclica dell’incentivo fiscale.

La burocrazia frena efficacia anticiclica del superbonus – I risultati della survey, condotta su oltre 2.400 micro e piccole imprese, realizzata in collaborazione con l’Osservatorio MPI di Confartigianato Lombardia e pubblicata nell’11° report Covid-19, evidenziano che il 23% delle micro e piccole imprese delle costruzioni ha già ricevuto segnali di mercato di utilizzo del superbonus, dai primi contatti e preventivi, fino all’inizio lavori. Tra queste, il 52,3% segnala il ritardato inizio delle attività a causa di problemi burocratici, legati a sanatorie ad esempio, e il 42,5% indica la mancata risposta di uffici comunali e pubbliche amministrazioni. La quota di imprese che segnalano la mancata risposta degli uffici pubblici nei comuni con oltre 10 mila abitanti è del 71,6%, doppia rispetto al 36,9% rilevato nei comuni più piccoli, con meno di 10 mila abitanti.

A fronte di una ampia diffusione del lavoro a distanza della Pa durante la pandemia – oltre il 30% – una carente organizzazione dei flussi di comunicazioni telefoniche e di e-mail può generare difficoltà insostenibili nell’ottenere risposte dagli uffici pubblici, ancor più necessarie a fronte di interventi complessi, come quelli incentivati dal superbonus. Infine, l’indagine evidenzia la presenza di diffuse difficoltà – rilevate nel 47,8% dei casi – di gestione dell’ asseverazione e del visto di conformità.

Nell’edilizia alta presenza di piccole imprese e produttività in crescita – Nel settore delle costruzioni operano 493 mila micro e piccole imprese (fino a 50 addetti) che danno lavoro a 1 milione 149 mila addetti, l’87,9% dell’occupazione dell’intero settore, con una elevata presenza dell’artigianato: 347 mila imprese artigiane delle costruzioni danno lavoro a 696 mila addetti, più della metà (53,2%) dell’occupazione del comparto.

Una diffusa presenza di piccola imprese si coniuga con il dinamismo della produttività.  Nel 2019 la produttività del lavoro, misurata dal valore aggiunto a prezzi costanti per ora lavorata, ristagna nel totale dell’economia (-0,4%), mentre sale dell’1,5% nelle costruzioni. Anche nel più lungo periodo – tra il 2016 e il 2019 – la produttività del lavoro dell’edilizia sale del 3,5% a fronte di un +2,4% del manifatturiero, energia e utilities e un ristagno (-0,3%) nei servizi. La dinamica della produttività del comparto dell’edilizia e installazione di impianti rilevata in Italia è superiore di oltre due punti al +1,1% cumulato nel triennio nella media dell’Eurozona.

I dati del 11° report Covid-19 di Confartigianato ‘La strada tortuosa verso la ripresa 2021’. Clicca qui per scaricarlo.

PRODUZIONE DELLE COSTRUZIONI NEI MAGGIORI PAESI UE NEL 2020 E PER FASE

Var. % cumulata tendenziale nel periodo, dati grezzi, per Spagna corretti per giorni lavorativi – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Eurostat

DINAMICA DELLA PRODUTTIVITÀ NELLE COSTRUZIONI IN ITALIA ED EUROZONA 2016-2019

2016-2019, valore aggiunto a prezzi costanti per ora lavorata – indice 2016=100 – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Eurostat

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STUDI – Le indicazioni del panel di esperti Confartigianato sulla finanza d’impresa in 4° edizione Osservatorio Credito Covid-19

Persistono gli effetti negativi sulla liquidità delle imprese, conseguente alla diffusa, ampia e prolungata flessione del fatturato:  nel 10° report Covid-19 di Confartigianato si stima che nei primi dieci mesi del 2020 i ricavi delle imprese di manifattura, costruzioni e servizi non commerciali siano caduti del 14,4%.  Come evidenziato in una  recente analisi un terzo (33,9%) delle micro e piccole imprese (MPI) ritiene di poter subire seri problemi di liquidità fino a giugno 2021. All’interno di questo contesto si collocano le indicazioni sul trend della finanza d’imprese del panel di esperti del sistema Confartigianato raccolte nella 4^ rilevazione dell’Osservatorio Credito Covid-19 

Permangono i segnali di tensione sulla liquidità delle MPI. È superiore al normale l’intensità delle richieste delle imprese in sette casi su dieci in merito alla consulenza, alla liquidità per scorte e capitale circolante e nella metà dei casi per moratoria. Prosegue la debolezza della domanda per investimenti.

In relazione agli effetti della crisi Covid-19 sulla gestone finanziaria delle MPI, sono ancora diffuse le situazioni critiche segnalate a seguito dei mancati incassi legati alla caduta del fatturato, per le criticità del cash flow e per i ritardati pagamenti da clienti finali. Relativamente meno critici, ma in sensibile peggioramento rispetto alla precedente rilevazione di ottobre, i ritardi dei pagamenti dalla Pubblica amministrazione.

Resta elevata la rilevazione di un flusso superiore al normale di imprese presso gli sportelli dell’Associazione. Rispetto all’apice della crisi Covid-19 dello scorso aprile, la metà degli esperti intervistati giudica migliorata l’operatività delle banche, pur rimanendo ancora lontana dalla normalità. Persistono le criticità operative delle banche in merito alla gestione delle piattaforme tecnologiche dei servizi bancari e all’organizzazione del flusso dei clienti, mentre si segnala un miglioramento nella gestione degli interventi pubblici per la liquidità delle imprese.

A fronte della prevalenza di condizioni di normalità nelle azioni restrittive delle banche, metà degli intervistati le ritiene elevate in relazione alla richiesta di maggiori garanzie e tre su dieci risponde in tal senso per la mancata risposta alle richieste delle imprese. Segnale positivo per le richiesta di rientro su credito in conto corrente non utilizzato. Rispetto alla precedente rilevazione si osserva un diffuso peggioramento, in particolare per la mancata risposta a richieste delle imprese e per la richiesta di maggiori garanzie.

L’analisi di dettaglio, con un focus sul trend del credito alle imprese nell’Elaborazione Flash ‘Osservatorio Credito Covid-19, febbraio 2021. I risultati della 4a rilevazione sulla rete di esperti delle Associazioni di Confartigianato’.

FREQUENZA DELLE RICHIESTE DELLE IMPRESE IN RELAZIONE ALLE ESIGENZE DI ACCESSO AL CREDITO REGISTRATA DAL PANEL ESPERTI CONFARTIGIANATO

Febbraio 2021, saldo tra % su totale che indica straordinaria o elevata e % che indica normale o al di sotto del normale – Dati Confartigianato-Osservatorio Credito Covid-19 – febbraio 2021, 4a edizione e 3a edizione

INTENSITÀ DEGLI EFFETTI DELLO SHOCK COVID-19 SULLA GESTIONE FINANZIARIA DELLE IMPRESE REGISTRATA DAL PANEL ESPERTI CONFARTIGIANATO

Febbraio 2021, saldo tra % su tot. che indica straordinaria o elevata meno % che indica normale o al di sotto del normale – Dati Confartigianato-Osservatorio Credito Covid-19 – febbraio 2021, 4a edizione e 3a edizione

Il Ministero del Turismo opportunità per valorizzare l’artigianato e le piccole imprese

Il Presidente nazionale di Confartigianato Marco Granelli esprime apprezzamento per l’istituzione del Ministero del Turismo. “Un Dicastero dedicato e con un proprio portafoglio – sottolinea Granelli – rappresenta una grande opportunità per promuovere un percorso originale di sviluppo del turismo italiano che sappia valorizzare le identità del nostro sistema di offerta, il ruolo della piccola impresa nella filiera turistica e che sia capace di rispondere alle aspettative delle persone che vanno in vacanza, nel rispetto delle compatibilità sociali e ambientali. La dimensione e le caratteristiche delle nostre imprese costituiscono un fattore identitario, un valore unico che oggi, nonostante le difficoltà, sta permettendo al sistema turistico di sopravvivere grazie alla rapidità decisionale, alla flessibilità, alla creatività e all’attaccamento al territorio in cui operano”.

Secondo il Presidente di Confartigianato “occorre costruire proposte turistiche in grado di preservare l’autenticità dei nostri territori e di mantenerli luoghi vivi e attrattivi, di combattere lo spopolamento e favorire la qualità della vita dei residenti e le attività produttive che prosperano in un sistema ecosostenibile. Prima della pandemia, molte località ricercate dai turisti hanno finito per perdere la loro identità. Le botteghe hanno lasciato il posto a negozi di souvenir stereotipati, le abitazioni sono state sostituite da affittacamere abusivi e anche i ristoranti hanno abbandonato la cucina locale per menù anonimi e standardizzati. Occorre correre ai ripari. Confartigianato punta a rilanciare l’artigianato e il territorio che lo contiene prima che il danno sia irreversibile, perché crediamo che la chiave del futuro del turismo sta nell’autenticità e nel benessere di tutta la comunità locale, fatta di imprese, turisti e residenti”.

Il Presidente nazionale di Confartigiato Granelli: “Bene il Premier Draghi: sì a riforma del fisco per ridurre tasse e adempimenti”

“Non servono interventi spot su singole imposte. Condividiamo invece la necessità espressa dal Presidente Mario Draghi in Senato di affrontare la riforma del fisco con un approccio complessivo, utilizzando il contributo di una commissione di esperti e le indicazioni che provengono dai rappresentanti delle imprese”. Così il Presidente di Confartigianato Marco Granelli ha commentato un passaggio del discorso pronunciato in Senato dal Presidente del Consiglio Mario Draghi.

“La priorità – sottolinea il Presidente Granelli – deve essere la riduzione consistente della pressione fiscale, un obiettivo ambizioso per rilanciare la competitività del Paese da raggiungere rapidamente e con le risorse adeguate per abbattere il carico fiscale che nel 2021 in Italia, secondo previsioni della Commissione Europea, sarà superiore di 24 miliardi rispetto alla media dell’Eurozona, pari ad un maggiore prelievo di 943 euro per famiglia. Oltre alla diminuzione della pressione fiscale, va anche semplificata la modalità di pagare le tasse, eliminando adempimenti inutili e costosi che ci collocano all’ultimo posto nell’Ue e al 128° posto nel mondo, oltre che per la pressione del fisco, anche per i tempi e le procedure burocratiche. Un esempio: l’introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica e della trasmissione telematica dei corrispettivi impone di abrogare adempimenti onerosi divenuti ridondanti, come il regime dello split payment e quello del reverse charge”.

RECOVERY PLAN – Confartigianato in audizione alla Camera: “Piccole imprese siano protagoniste in transizione ecologica”

Il 66% delle piccole imprese italiane sono da tempo impegnate in azioni ‘green’ finalizzate a ridurre l’impatto ambientale delle loro attività. Il Recovery Plan e il Ministero della Transizione ecologica rappresentano una grande opportunità per valorizzare questa propensione, rendendo i piccoli imprenditori protagonisti della ‘rivoluzione verde’.
E’ quanto sostengono i rappresentanti di Confartigianato intervenuti oggi in audizione alla Commissione Ambiente della Camera sul Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Per Confartigianato la transizione ecologica significa soprattutto economia circolare per la quale sollecita lo stanziamento di maggiori risorse anche per finanziare meccanismi fiscali premianti per le imprese circolari che recuperano e riciclano i propri rifiuti, incentivi in euro/tonnellate per la produzione di materie prime secondarie, adeguamento e ampliamento della rete di impianti di recupero di materia e energia, accelerazione dell’attuazione dei regolamenti di End of Waste per filiere strategiche.

Misure di sostegno per le piccole imprese e riduzione degli oneri vengono sollecitate anche per favorire il passaggio ad un sistema agroalimentare sostenibile e per rigenerare l’offerta turistica italiana in chiave green.

Sul fronte delle energie rinnovabili, Confartigianato sostiene la necessità di una strategia che coinvolga piccole imprese e territori per realizzare numerosi impianti di piccole e medie dimensioni, chiede la riforma degli oneri generali del sistema elettrico che pesano di più proprio sulle piccole imprese che consumano meno, la detraibilità fiscale collegata all’obbligo di prelevare una quota dei consumi da fonte rinnovabile.

Tra le misure per favorire la mobilità sostenibile, secondo Confartigianato va dato impulso all’intermodalità dei trasporti su gomma-ferro-mare, sono necessari maggiori fondi per il rinnovo e l’ammodernamento del parco veicolare dell’autotrasporto merci e la diffusione dei combustili alternativi.

Inoltre, la Confederazione chiede di rendere stabili gli incentivi per le ristrutturazioni e la riqualificazione energetica degli edifici, la proroga a tutto il 2023 del superbonus 110%, la valorizzazione degli appalti a km0, incentivi per collaborazione tra enti di ricerca pubblici e micro e piccole imprese e per favorire le reti di imprese impegnate in attività di economia circolare e di transizione ecologica.

STUDI – Export in settori di MPI vale 7,2% PIL, nel 2020 -15%, pesa la moda (-21%), in controtendenza food made in Italy (+2%)

La crisi Covid-19 ha frenato il commercio internazionale, con un pesante calo delle vendite del made in Italy nel mondo, ma in autunno del 2020 si registrano segnali di miglioramento.

I segnali positivi in autunno per le vendite del made in Italy – A novembre 2020 l’export segna una crescita congiunturale del +4,0% mentre la variazione tendenziale torna in territorio positivo segnando un +1,1%, dal -8,4% a ottobre, miglioramento dovuto, in particolare, all’incremento delle vendite verso i mercati extra Ue (+2,0%) mentre quello verso l’area Ue è contenuto (+0,3%).  Le stime per dicembre 2020 sul mercato extra Ue segnano una frenata (-4,6% rispetto a novembre), ma si consolida a +3,1% la crescita su base annua dell’export al di fuori dell’Ue a 27 (era +2,0% a novembre).

Sul trend dei settori di MPI pesa la crisi della moda – Nei  settori di micro e piccola impresa –alimentare, tessile, abbigliamento, calzature, legno, mobili, prodotti in metallo, gioielleria e altre manifatture, comparti dove le MPI addensano oltre il 60% dell’occupazione – l’export nei primi 10 mesi del 2020 scende del 15,2%, più accentuato del calo del 12,2% del totale manifatturiero. Il trend appare ancora incerto: ad ottobre 2020 si rileva un calo  tendenziale del 10,3%, in peggioramento rispetto a settembre (-0,8%).

Sull’andamento negativo nei primi dieci mesi del 2020 pesa la crisi della moda con una caduta del 20,8% dell’export del tessile-abbigliamento e pelle: nel dettaglio si osserva una flessione del 19,1% dell’abbigliamento, del 21,1% del tessile e del 22,4% della pelle. Tra i settori di MPI, il calo più accentuato (-24,1%) si osserva per i prodotti della altre manifatturiere, che comprendono altri settori affini alla moda come la gioielleria e occhialeria, che segnano un calo, rispettivamente, del 34,5% e del 27,5%. Sulla gioielleria il calo in volume appare ancora più accentuato, considerando che nei primi dieci mesi del 2020 i prezzi alla produzione sui mercati esteri salgono del 6,5%.

Nei restanti settori di micro  e piccola impresa, l’export segna una flessione del 18,1% nel legno, del 15% nei prodotti in metallo e del 14,4% nei mobili. In controtendenza il food made in Italy, in salita dell’1,8%.

Il totale dell’export nei settori di MPI pesa per il 7,2% del PIL, in riduzione di 0,4 punti rispetto al massimo storico del 7,6% del 2019.

Nel confronto internazionale l’Italia è il paese Ue con il maggiore saldo export-import nei settori di MPI, che ad ottobre 2020 cumula negli ultimi dodici mesi un attivo di 39,1 miliardi di euro, davanti a Polonia (20,6 miliardi di euro) e Paesi bassi (20,3 miliardi di euro).

Propensione all’export nei settori di MPI nei territori – L’analisi del grado di esposizione dei territori calcolato per settori di MPI indica che le vendite all’estero, nei settori in esame, nei 12 mesi tra ottobre 2019 e settembre 2020 rappresentano il 7,5% del valore aggiunto italiano. La più elevata propensione all’export nei settori di MPI a livello regionale, con un valore più che doppio rispetto alla media, si registra in Veneto con il 16,6% nel Veneto (con gli apporti principali da occhialeria, gioielleria, pelle e abbigliamento), seguito a breve distanza dalla Toscana con il 14,2% (primaria importanza per pelle e poi per l’abbigliamento). Valori superiori alla media per l’Emilia-Romagna con l’11,1% (metà del risultato imputabile ad alimentare ed abbigliamento), il Friuli-Venezia Giulia con il 10,4% (oltre la metà del valore da mobili e prodotti in metallo), le Marche con il 9,5% (prioritariamente la pelle con il comparto calzaturiero ed anche i prodotti in metallo), il Piemonte con l’8,8% (primario l’alimentare e apporto della gioielleria) e la Lombardia con l’8,5% (dato imputabile ai prodotti in metallo con apporti importanti dell’abbigliamento e dell’alimentare).

livello provinciale, tra i maggiori territori, con almeno l’1% dell’export nazionale, il grado di esposizione più elevato si riscontra a Belluno (39,9%, quasi totalmente dall’occhialeria), seguito da Piacenza (30,4%, la metà da abbigliamento e pelle), Arezzo (29,2%, prevalenza dell’oreficeria), Vicenza (28,3%, la metà da abbigliamento e pelle e apporto della gioielleria), Prato (24,9%, quasi interamente imputabile a tessile ed abbigliamento), Firenze (22,2%, quasi interamente da abbigliamento e pelle), Treviso (21,4%, prevalenza dei mobili), Como (16,7%, la metà da tessile e mobili), Alessandria (16,2%, netta prevalenza della gioielleria), Mantova (15,4%, prevalenza di alimentari e abbigliamento), Parma (15,1%, netta prevalenza dell’alimentare) e Pordenone (15,0%, netta prevalenza dei mobili).

I dati per regione e provincia delle esportazioni dei settori di MPI nell’Appendice statistica “Esportazioni dei settori di MPI. I dati per regione e per provincia”. Clicca qui per scaricarla.

PESO SUL PIL DELL’EXPORT NEI SETTORI A MAGGIOR CONCENTRAZIONE DI MPI

2000-2019, 2020 ultimi 12 mesi a ottobre, Ateco 2007: 10, 13, 14, 15, 16, 18, 25, 31 e 32 – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Eurostat e Commissione europea

TREND EXPORT NEI SETTORI A MAGGIOR CONCENTRAZIONE DI MPI

Gennaio-ottobre 2020 – var. % tendenziale, settori con occupazione MPI >60% totale – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat

PROPENSIONE AD ESPORTARE NEI SETTORI A MAGGIOR CONCENTRAZIONE DI MPI PER REGIONE

IV tr. 2019-III tr. 2020. % valore exp. su val. agg. 2018. Ateco 2007: 10, 13, 14, 15, 16, 18, 25, 31 e 32. Primo gruppo: quota >1,0% – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat

PROPENSIONE AD ESPORTARE NEI SETTORI A MAGGIOR CONCENTRAZIONE DI MPI: LE 42 PROVINCE SOPRA LA MEDIA

IV tr. 2019-III tr. 2020. % valore exp. su val. agg. 2018. Ateco 2007: 10, 13, 14, 15, 16, 18, 25, 31 e 32. Primo gruppo: quota >1,0% – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat

Confartigianato in Parlamento: Fisco nel 2021 pesa 24 mld in più di media Ue. Riforma Irpef riduca tasse e adempimenti

“Nel 2021 in Italia il carico fiscale, secondo previsioni della Commissione Europea, sarà superiore di 24 miliardi rispetto alla media dell’Eurozona, pari ad un maggiore prelievo di 943 euro per famiglia. Siamo ultimi nell’Ue e al 128° posto nel mondo per la pressione del fisco, tempi e procedure per pagare le tasse. La riforma dell’Irpef è il primo passo di una indispensabile revisione complessiva del sistema fiscale per ridurre il peso delle tasse su imprese e cittadini, il numero di adempimenti e le complicazioni per pagarle”.

Lo hanno sottolineato i rappresentanti di Confartigianato intervenuti oggi all’Audizione presso le Commissioni Finanze di Camera e Senato sulla riforma dell’Irpef.

“Le imprese – sostiene Confartigianato – vanno accompagnate nella ripresa della normalità economica con misure strutturali di riduzione della pressione fiscale sul lavoro in ogni sua forma, sia esso subordinato che indipendente, e di semplificazione degli adempimenti. In particolare, la riforma dell’Irpef, che riguarda oltre 1,5 milioni di imprese individuali e i soci persone fisiche di circa 650.000 società di persone, dovrà assicurare pari trattamento a tutti i redditi da lavoro indipendentemente dalla loro categoria reddituale e garantire neutralità del prelievo rispetto alla forma giuridica dell’impresa. Due gli obiettivi: riduzione generalizzata del prelievo e reale semplificazione del sistema di tassazione personale per rendere più trasparente ed immediatamente riconoscibile il carico tributario che grava sul contribuente.

Secondo Confartigianato un primo intervento deve prevedere il riequilibrio della tassazione IRPEF sui redditi fra i 28.000 e i 55.000 euro, rimodulando in modo più equilibrato le aliquote per questa fascia di reddito. Al primo dei due scaglioni andrebbe applicata un’aliquota inferiore all’attuale 38%.

L’introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica e della trasmissione telematica dei corrispettivi – sottolinea infine Confartigianato – impone di abrogare adempimenti costosi e divenuti ridondanti, come il regime dello split payment e quello del reverse charge. Inoltre, va ridotta dall’8% al 4% la ritenuta applicata sui bonifici che danno diritto a detrazioni d’imposta e va innalzata da 5.000 a 50.000 euro il limite che rende obbligatoria l’apposizione del visto di conformità per la compensazione dei crediti IVA.

STUDI – Transizione 4.0 spinge il recupero per investimenti in macchinari, +3,5% in I trimestre 2021, più che doppio vs. +1,5% Ue

Le aspettative delle imprese sono orientate ad un generalizzato miglioramento, con l’indice del clima di fiducia delle imprese che a giugno 2021 segna un ulteriore progresso, proseguendo il percorso positivo iniziato a dicembre 2020. Il miglioramento della attese sostiene gli investimenti che nel primo trimestre salgono del 3,7%: al buon andamento nelle costruzioni si associa un aumento del 3,5% degli investimenti in impianti e macchinari, una performance migliore dell’1,5% della media Ue. Nel dettaglio il trend in Italia sovraperforma l’aumento dell’1,4% della Spagna, dell’1,1% della Francia mentre, in controtendenza, si registra un ristagno (-0,2%) in Germania. Nel I trimestre 2021 in Italia salgono del 4,4% gli investimenti in mezzi di trasporto.https://www.youtube.com/embed/NfdM0higLo4

Grazie al trend congiunturale positivo degli ultimi tre trimestri, il livello degli investimenti in macchinari e impianti si avvicina ai livelli pre-crisi, segnando un ritardo del 3,3% rispetto al livello dell’ultimo trimestre del 2019, precedente allo scoppio della pandemia. Il ritardo sarà colmato l’anno prossimo: le ultime previsioni della Commissione europea indicano per tutto il 2021 una crescita degli investimenti del 12,4% e per il 2022 dell’8,8%, che raggiungeranno un livello superiore del 3,7% rispetto il 2019.

La propensione ad investire delle imprese è sostenuta dalla trasformazione digitale e l’adozione di tecnologie 4.0. Da maggiori investimenti derivano molteplici effetti positivi sulla crescita economica, sulla produttività, sull’innovazione e sull’efficientamento energetico.

In relazione ai processi di accumulazione di capitale, secondo nostre precedenti analisi, le piccole imprese hanno registrato una performance migliore (+6%) delle medie e grandi (+1,8%).

Tecnologia  e lavoro – Con il recupero degli investimenti, sale anche la quantità e qualità della domanda di lavoro: a giugno 2021 è prevista l’entrata nelle imprese di 173 mila operai specializzati e conduttori di impianti e macchine, di cui il 39,4% è di difficile reperimento. Inoltre, è previsto l’ingresso di oltre 23 mila tecnici in campo informatico, ingegneristico e della produzione per i quali più di uno su due (58,4%) è difficile da reperire.

Una analisi dell’Istat sui beneficiari degli incentivi per transizione 4.0 evidenzia che sono proprio le micro imprese che hanno utilizzato il beneficio che mostrano aumenti maggiori dell’occupazione rispetto alle non beneficiarie della stessa classe dimensionale. In generale nelle imprese fino a 50 addetti la maggiore dotazione tecnologica determina una migliore performance occupazionale, mentre le medie e grandi imprese beneficiarie degli incentivi fiscali presentano una performance peggiore della media.

La trasformazione digitale è sostenuta dai fondi europei di Next Generation EU che l’ultima manovra di di bilancio – come evidenziato nelle infografiche di Confartigianato ha utilizzato per prorogare a tutto il 30 giugno 2023, nonché aumentare l’intensità del credito di imposta per gli investimenti in beni strumentali in attuazione del programma Transizione 4.0, con 5,3 miliardi di euro nel 2021 e 6,1 miliardi nel 2022. Per gli investimenti in beni strumentali 4.0 l’intensità del credito di imposta è più elevata per le piccole imprese, con la percentuale del credito che è maggiore per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro.

La ripresa 2021 trainata dagli investimenti è esaminata nel 16° Rapporto annuale ‘R-Esistiamo. Dalla parte delle piccole imprese’ presentato ieri all’Assemblea di Confartigianato. Clicca qui per scaricarlo.

TREND INVESTIMENTI IN MACCHINARI E IMPIANTI NEI PAESI UE  TRA FINE 2020 E INIZIO 2021

IV trim. 2020 e I trim. 2021, var,. % congiunturali – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Eurostat

INVESTIMENTI IN MACCHINARI E IMPIANTI IN ITALIA TRA 2016 E 2022

2016-2020 e previsioni 2021-2022 – milioni di euro a prezzi costanti 2015 – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat e Commissione europea

VARIAZIONE ADDETTI IMPRESE: BENEFICIARIE MAXI-AMMORTAMENTO 2018 VS TOTALE IMPRESE

var. % 2017-2018 – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat

ASSEMBLEA 2021 – Il Presidente Marco Granelli: “Facciamo squadra al fianco delle piccole imprese che fanno grande l’Italia”

“Il futuro dell’Italia è nelle mani degli artigiani e delle micro e piccole imprese, fondamentali per ricostruire lo sviluppo economico e il benessere sociale. Confartigianato è sempre al loro fianco, con rinnovata energia per sostenerne i valori e il prezioso contributo alla crescita del nostro Paese”. Con queste parole, pronunciate oggi nel corso dell’Assemblea di Confartigianato, svoltasi in forma privata e in modalità a distanza, il Presidente Marco Granelli ha tratto il bilancio dell’impegno profuso dalla Confederazione nel 2020 e ha indicato gli obiettivi per il futuro.

“In questi drammatici 14 mesi – ha detto Granelli – le nostre imprese hanno mostrano grandi capacità di resistenza e resilienza e la nostra Confederazione ha riaffermato l’importanza del ruolo di rappresentanza, sostegno e prossimità nei confronti degli imprenditori e delle comunità. Abbiamo messo in campo i nostri valori, con senso civico e responsabilità siamo stati vicini agli imprenditori, ci siamo confrontati con le istituzioni con spirito costruttivo ottenendo risultati utili per le aziende, abbiamo costruito servizi innovativi per gli imprenditori alle prese con un mondo nuovo sconvolto dalla pandemia. Oggi il Sistema Confartigianato deve essere più che mai coeso, dinamico e reattivo per accompagnare gli imprenditori fuori dalla crisi, puntando proprio sul valore artigiano per ricostruire lo sviluppo della nostra economia e contribuire alla coesione sociale. Oggi la parola d’ordine che deve caratterizzare la nostra azione è ‘fare squadra’ e dobbiamo essere sempre più vicini ai bisogni delle nostre aziende con un modello che unisca innovazione, territorialità e sussidiarietà. La formazione e l’innovazione sono gli altri forti impegni sui quali dobbiamo concentrarci. Sul fronte dell’azione politica, abbiamo detto molto chiaramente al Governo, al Parlamento, alle istituzioni: bisogna ‘curare’ il nostro sistema imprenditoriale con il vaccino delle riforme per rimuovere gli storici ostacoli alla competitività del nostro sistema produttivo. E con il Piano nazionale di ripresa e resilienza bisogna valorizzare le capacità e le potenzialità delle piccole imprese italiane. Il Recovery Plan deve essere l’occasione per voltare pagina. Le piccole imprese non aspettano altro che segnali concreti per rimettersi in moto sia con misure strutturali di riduzione della pressione fiscale e semplificazione degli adempimenti burocratici, sia facilitandone l’accesso a nuovi strumenti di finanza d’impresa, alla ricerca e ai progetti di innovazione digitale e tecnologica, di transizione ecologica e di internazionalizzazione. Il successo delle misure del Recovery Plan per far ripartire l’economia dipende da rapidità di progettazione, efficienza nella gestione e attuazione amministrativa, accessibilità immediata per le piccole imprese”.

Le battaglie e l’impegno sui tanti diversi fronti su cui Confartigianato si è spesa durante lo scorso anno sono riassunti nel Bilancio sociale 2020 presentato oggi nel corso dell’Assemblea. Si tratta di uno strumento operativo, snello e di agevole lettura che ripercorre le tappe di un’azione Confederale all’insegna del ‘NOI’, di quella connessione e spirito di squadra evocati dal Presidente Granelli e indispensabili per affermare la centralità di Confartigianato, in una fase di profondi cambiamenti, al servizio degli imprenditori, dei cittadini, delle persone. Un Bilancio sociale da leggere per ‘fare tesoro’ di un impegno eccezionale che deve servire a costruire il futuro degli artigiani e delle piccole imprese.

Che sono centrali nell’economia del Paese. Lo dimostrano i rapporti presentati nel corso dell’Assemblea da Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, e da Massimiliano Valerii, Direttore generale del Censis.

Nel Rapporto annuale ‘R-Esistiamo – Dalla parte delle piccole imprese‘, curato dall’Ufficio studi di Confartigianato sono raccolte evidenze che demoliscono pregiudizi e smentiscono false convinzioni che associano la bassa crescita dell’economia italiana alla eccessiva presenza di micro e piccole imprese.

Quintavalle ha mostrato, dati incontrovertibili alla mano, i punti di forza delle micro e piccole imprese che fanno grande il nostro Paese, i tanti record e primati nei confronti dei competitor europei e delle grandi imprese sui fronti della produttività, dell’occupazione anche giovanile e femminile, delle esportazioni, della qualità made in Italy, dell’innovazione, degli investimenti, della capacità di essere sempre più green, digitali e ‘circolari’, di essere presidio economico e sociale contro il declino delle aree interne e montane e fattore di integrazione degli stranieri.

Si tratta di valori e di capacità che gli italiani riconoscono in pieno, come ha evidenziato il Direttore Generale del Censis Valerii presentando il rapporto realizzato per Confartigianato dal quale emerge la percezione ampiamente positiva della qualità dei prodotti e servizi degli artigiani e dalle piccole imprese. “La stragrande maggioranza dei nostri connazionali – ha detto – riconoscono il valore espresso dai piccoli imprenditori, ne apprezzano il ruolo svolto durante la crisi pandemica e hanno fiducia nelle loro capacità per contribuire alla ripartenza economica”.

Nel corso dell’Assemblea è stato approvato il Bilancio consuntivo 2020 della Confederazione che è stato illustrato dal Delegato per l’Amministrazione Ferrer Vannetti.

Il 16° Rapporto annuale di Confartigianato ‘R-Esistiamo. Dalla parte delle piccole imprese’ e le slides della presentazione dell’Ufficio Studi. Clicca qui per scaricarli.

DL SOSTEGNI BIS – Via libera a pagamenti contributi a fondo perduto a imprese. Ora si proceda rapidamente

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha dato il via libera ai pagamenti direttamente sui conti correnti dei contributi a fondo perduto previsti dal Decreto Sostegni bis (art. 1 del Dl n. 73/2021) a favore di imprese e lavoratori autonomi con partita Iva e fatturati sotto i 10 milioni di euro colpiti dall’emergenza epidemiologica “Covid-19”.
Si tratta di 5,2 miliardi di euro per un totale di 1,77 milioni di bonifici disposti a favore di altrettante Partite IVA.
La liquidità in arrivo era però attesa dalle imprese per metà mese come annunciato qualche settimana fa in audizione dal Ministro dell’Economia e delle Finanze Daniele Franco che prevedeva i bonifici in partenza per il 16 giugno.

“Bene l’annuncio dell’Agenzia delle Entrate dell’avvio, seppur con ritardo, del pagamento degli aiuti automatici previsti dal decreto Sostegni bis” – commenta il Presidente nazionale di Confartigianato Marco Granelli. “Ora però – aggiunge – è necessario procedere con rapidità all’emanazione del Provvedimento del Direttore con cui saranno definite le modalità di invio dell’istanza per i contributi a fondo perduto previsti per le attività stagionali. Le attività della ristorazione, alloggio e tutte quelle della filiera della montagna devono, in tempi brevi, essere messe nella condizioni di ricevere gli aiuti stanziati dal Parlamento”.

STUDI – Servizi, ripresa in ritardo, ricavi a +0,6% nel I trim. 2021. Servizi digitali e sanificazione sopra livelli pre Covid-19

Nel primo trimestre 2021 si registra un moderato incremento congiunturale (+0,6%) del fatturato delle imprese dei servizi. Anche in termini tendenziali si evidenzia un leggero miglioramento (+1,6%), il primo dopo quattro flessioni consecutive.

Si osserva una forte eterogeneità settoriale tra le attività monitorate dall’indagine trimestrale dell’Istat, con un persistente forte ritardo rispetto ai livelli dei ricavi precedenti l’emergenza sanitaria, maggiormente influenzate dalle restrizioni alla mobilità delle persone e più legate alla domanda turistica, quali agenzie di viaggi, alloggio e ristorazione, trasporto marittimo e aereo. All’opposto, si osserva un marcato dinamismo su base tendenziale per il commercio di autoveicoli e le attività di corriere (+21,5%), quest’ultime stimolate dall’ulteriore rafforzamento nel primo trimestre del 2021 del boom del commercio elettronico (+38,2% tendenziale, a fronte del +34% del 2020).

La crisi Covid-19 ha determinato pesanti effetti su alcuni cluster di servizi ad alta presenza di imprese artigiane come evidenziato da nostre recenti analisi: trasporto persone (-73,8% ricavi nel 2020), i settori del wedding, colpiti dal dimezzamento (-47%) dei matrimoni, pulitintolavanderie (-37,1%), tipografi e fotografi (-33,7%), benessere (-33,6%) e autoriparazione (-12%). La flessione dell’attività manifatturiera ha generato effetti rilevanti sul settore dell’autotrasporto merci, come evidenziato nel recente report presentato a Confartigianato Trasporti.

Fatturato 2021 a confronto con i livelli pre Covid – La reazione alla pandemia ha incrementato la domanda di servizi digitali e legati all’e-commerce, oltre a quelli per la pulizia e sanificazione, mentre il buon andamento delle costruzioni traina i ricavi degli studi professionali. Nel primo trimestre 2021 i ricavi registrano un significativo aumento rispetto allo stesso trimestre 2019 per servizi postali e attività di corriere con +24,3%, produzione di software, consulenza informatica con +10,7 %, attività legali e contabilità con +7,5%, studi di architettura e d’ingegneria, collaudi ed analisi tecniche con +4,8%,  attività di pulizia e disinfestazione con +3,0% e attività dei servizi d’informazione e altri servizi informatici con +2,8%. L’autoriparazione rimane in territorio negativo (-4,0%), mentre anche nell’analisi di più lungo termine si conferma un anomalo basso livello di attività per i servizi legati al turismo e intrattenimento.

Valore aggiunto ancora in flessione – Il terziario è un comparto di grande rilevanza per spiegare i processi di crescita, con il valore aggiunto dei servizi che rappresenta il 67,0 del PIL. Nel primo trimestre del 2021 il valore aggiunto nei servizi rimane negativo (-0,4%) a fronte della accelerazione delle costruzioni (+5%) e la crescita del manifatturiero (+1%).

In termini di valore aggiunto nel primo trimestre 2021 sono in territorio positivo Attività professionali e di supporto (+4,3%), Attività finanziarie e assicurative (+0,2%) e Servizi di informazione e comunicazione (+0,1). All’opposto, al calo dello 0,4% del totale dei servizi, contribuiscono le flessioni di PA, difesa, istruzione, sanità (-0,4%), Attività immobiliari (-1%), Altre attività dei servizi (-1,7%) e Commercio trasporto alloggio (-2,3%).

L’artigianato dei servizi – Nei settori dei servizi sono attive 454 mila imprese artigiane con 1 milione e 36 mila addetti. La quota di addetti nell’artigianato dei servizi è in crescita: in cinque anni passa dal 36,5% del 2012 al 38,9% del 2018. In chiave territoriale, la quota dell’artigianato dei servizi è più elevata nel Mezzogiorno, con il 45,1%, a fronte del 38,1% del Nord Ovest, del 36,9% del Centro e del 36,6% del Nord Est.

primi cinque comparti addensano oltre i due terzi (77,8%) dell’occupazione dell’artigianato dei servizi: altre attività di servizi per la persona con 26,0% e 269 mila addetti, riparazione di autoveicoli e motocicli (compreso il commercio di veicoli) con 17,4% e 180 mila addetti, trasporto terrestre con 13,9% e 144 mila addetti, servizi di ristorazione con 11,7% e 121 mila addetti e attività di servizi per edifici e paesaggio con 8,8% e 92 mila addetti.

FATTURATO SERVIZI I TRIM. 2021 RISPETTO LIVELLI PRE COVID

Var. % cumulata tra I trim. 2021 e I trim. 2019, dati grezzi – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat

ADDETTI IMPRESE ARTIGIANE PER SETTORE NELL’ARCO DI CINQUE ANNI

2012-2018, % addetti imprese artigiane – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat

ADDETTI IMPRESE ARTIGIANE: I MAGGIORI SETTORI

2018, migliaia di addetti, divisioni Ateco  2007 on oltre 1% occupazione artigianato dei servizi – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat

FISCO – Spostare a 20 luglio scadenza versamenti imposte e Irap. Con pandemia impossibile rispettare temine 30 giugno

Spostare al 20 luglio la scadenza dei versamenti delle imposte risultanti dalla dichiarazione dei redditi e dell’Irap per i contribuenti per i quali sono stati elaborati gli ISA. E’ la richiesta che Confartigianato ha rivolto al Ministero delle Finanze e all’Agenzia delle Entrate. “E’ molto difficile – sostiene la Confederazione – rispettare l’attuale termine del 30 giugno. Gli effetti della pandemia sulle attività delle imprese e sull’operatività delle Associazioni e degli intermediari che le assistono negli adempimenti tributari hanno provocato inevitabili complicazioni e ritardi nella elaborazione dei bilanci aziendali. Queste difficoltà operative sommate alle numerose, continue novità nella gestione degli adempimenti rendono indispensabile spostare la scadenza al 20 luglio o, in alternativa, al prossimo 20 agosto con la maggiorazione dello 0,4% a titolo di interesse”.

“Ci auguriamo – aggiunge Confartigianato – che, oltre alla indispensabile proroga delle prossime scadenze tributarie, si proceda all’annunciata revisione complessiva del sistema fiscale per ridurre il peso delle tasse su imprese e cittadini, il numero di adempimenti e le complicazioni per pagarle. Le imprese vanno accompagnate nella ripresa della normalità economica con misure strutturali di riduzione generalizzata del prelievo sul lavoro in ogni sua forma, sia esso subordinato che indipendente, e di reale semplificazione del sistema di tassazione personale per rendere più trasparente ed immediatamente riconoscibile il carico tributario che grava sul contribuente”.

L’arte di saper invecchiare

“L’arte di saper invecchiare. Longevità e benessere ai tempi del Covid”. Anap Confartigianato in collaborazione con INRCA organizza per giovedì 17 giugno alle ore 15 un webinar con la relazione della dott.ssa Fabrizia Lattanzio direttore scientifico INRCA. Introduce i lavori Giuseppe Mazzarella Presidente di Confartigianato Marche, partecipano Guido Celaschi e Fabio Menicacci Presidente e Segretario nazionale Anap Confartigianato, Giorgio Cataldi presidente regionale Anap. Coordina Giorgio Cippitelli segretario generale Confartigianato Marche. Info 071.2900134- segreteria@confartigianato-marche.it

Per seguire il webinar : https://global.gotomeeting.com/join/588647229

STUDI – A maggio 2021 salgono attese su ordini. Costruzioni e manifattura trainano la crescita del PIL nel I trimestre 2021

A maggio 2021 il clima di fiducia delle imprese accelera fortemente rispetto alla tendenza positiva in atto da dicembre 2020, raggiungendo il livello più elevato da febbraio 2018. Il miglioramento della fiducia delle imprese è diffuso a tutti i comparti. Un robusto segnale statistico che conferma la ripresa in corso viene dalle attese sugli ordini, che a maggio sono in territorio positivo per tutti i settori e in marcata crescita rispetto ad aprile. Il saldo più elevato si riscontra per il manifatturiero (+15,6) e servizi di mercato (+13,2), settore che registra il miglioramento più accentuato (+11,9 punti rispetto ad aprile 2021). Il ritorno in territorio positivo dell’indicatore sulle attese degli ordini è avvenuto a fine 2020 per le imprese del manifatturiero e delle costruzioni mentre si è ritardato fino ad aprile 2021 per le imprese dei servizi di mercato e per il commercio.

Questa differente sincronizzazione settoriale della ripresa è confermata dall’analisi dei conti economici trimestrali da cui si evidenzia che nel primo trimestre del 2021 il valore aggiunto del manifatturiero esteso – con estrattivo ed energia – sale dell’1,0%, nelle costruzioni del 5%, mentre nei servizi cala dello 0,4%.

Nel confronto internazionale la manifattura in Italia fa meglio di quella di Spagna (-2,1%), di Germania (valore aggiunto invariato) e di Francia (+0,2%), mentre la dinamica delle costruzioni in Italia è in controtendenza rispetto alla flessione rilevata in Germania (-4,9%) e Spagna (-4,2%) e sopravanza la crescita registrata in Francia (+0,5%).

In Italia il solo settore delle costruzioni (+871 milioni di euro di valore aggiunto nel primo trimestre 2021) spiega pressoché interamente la variazione complessiva (+886 milioni di euro) del valore aggiunto dell’economia italiana, che sostiene la crescita del PIL del +0,1%, in rialzo rispetto alla stima preliminare diffusa il 30 aprile scorso, quando la variazione congiunturale del PIL era stata del -0,4%. Con questa revisione il PIL dell’Italia è in controtendenza rispetto al calo dell’Eurozona, dove il PIL segna una flessione dello 0,3%.

ATTESE SU ORDINI DELLE IMPRESE PER SETTORE

Ottobre 2019-maggio 2021, saldi, dati destagionalizzati – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat

VARIAZIONE DEL VALORE AGGIUNTO PER SETTORE NEL PRIMO TRIMESTRE 2021

Var. congiunturali % e assolute (in milioni di euro), dati destagionalizzati e corretti per gli effetti di calendario – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat

VARIAZIONE DEL VALORE AGGIUNTO NEL PRIMO TRIMESTRE 2021 PER MANIFATTURA E COSTRUZIONI NEI PRINCIPALI PAESI UE

Var. congiunturali %, dati destagionalizzati e corretti per gli effetti di calendario – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Eurostat

STUDI – Autotrasporto: +4,4% investimenti, 38% personale difficile da reperire. Il report di Confartigianato Trasporti

 Nel settore del trasporto gli indicatori congiunturali evidenziano qualche segnale di ripresa. Sul fronte dei ricavi per le imprese di Trasporto terrestre nel primo trimestre del 2021 persiste un calo del 6,9%. Gli investimenti in mezzi di trasporto segnano un aumento congiunturale del 4,4%, consolidando il +10,5% del quarto trimestre del 2020. L’analisi dei dati sui volumi di traffico stradale pesante evidenzia nella primavera del 2021 il recupero dei livelli del 2019, anno pre Covid-19, mentre risultano in salita le aspettative su ordini e domanda. I segnali di ripresa seguono un anno pesante per le imprese del mondo del trasporto, con cali dei ricavi del 12,2%, particolarmente difficile nel trasporto persone, uno dei settori maggiormente colpiti dalla crisi Covid-19.

L’analisi delle ultime tendenze del settore è contenuta nel report ‘Le tendenze del trasporto, tra varo del PNRR e ripresa 2021. Focus settoriale da 13° report Covid’ presentato dall’Ufficio Studi sabato scorso al Consiglio Direttivo di Confartigianato Trasporti. Clicca qui per scaricarlo.

Le crescenti tensioni dei prezzi delle commodities si ripercuotono sui costi del gasolio per le imprese che a maggio 2021 hanno recuperato i livelli di febbraio 2020, precedenti allo scoppio della pandemia.https://www.youtube.com/embed/EhFM2xtClcs

 
Le turbolenze sui prezzi delle materie prime si intrecciano con una crisi della logistica a livello globale, che sta determinando scarsità dei container, allungamento dei tempi di consegna e forti aumenti dei noli: a fine maggio 2021 il costo del trasporto marittimo risulta 2,5 volte quello di un anno prima.

Sul fronte della domanda di lavoro si osserva una crescente difficoltà di reperimento del personale: a maggio 2021 per i conduttori di mezzi sono 7.911 le entrate di difficile reperimento, pari al 38,2% del totale, il dato più alto del mese di maggio degli ultimi 3 anni. Per tutte le entrate del settore del trasporto e distribuzione la quota di difficile reperimento è del 30%.

Nell’autotrasporto operano 87 mila imprese e 347 mila addetti, un comparto ad elevata vocazione artigiana, con il 52,9% delle imprese. Il 73% degli occupati del settore lavora in micro e piccole imprese; il peso delle MPI dell’autotrasporto sul totale dell’economia è dell’1,6%, quota che nel Mezzogiorno sale al 2,1%.

Il report predisposto per Confartigianato Trasporti è completato da una analisi di alcune evidenze sulla struttura e la competitività del settore e un focus sul PNRR centrato sugli interventi su infrastrutture e mobilità.

PREZZO GASOLIO DA AUTOTRAZIONE PAGATO DALLE IMPRESE

3 gennaio 2005 -24 maggio 2021. Euro per 1.000 litri, al netto di IVA – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat

QUOTA DEGLI ADDETTI DELLE MPI AUTOTRASPORTO SU TOTALE ECONOMIA PER REGIONE

Anno 2018, valori percentuali, Ateco 2007: 49.4 – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat

ENTRATE PREVISTE PER MONDO DEL TRASPORTO A MAGGIO 2021, 2020 E 2019 E QUOTA DI DIFFICILE REPERIMENTO

Maggio del 2019, 2020 e 2021. Entrate e quota % entrate di difficile reperimento sul totale entrate – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Unioncamere – ANPAL, Sistema Informativo Excelsior

GIORNATA EUROPEA DEGLI ODONTOTECNICI

Venerdì 4 giugno giornata di iniziative

Il Presidente di Confartigianato Odontotecnici Marche  Roberto Bornaccioni : serve una normativa al passo con i tempi. Il  settore è ancora disciplinato da un Regio Decreto del 1928

Nelle Marche, così come  in tutta Italia, saranno realizzati eventi che coinvolgeranno i cittadini per far conoscere un’attività fondamentale per la qualità e la sicurezza delle cure dentali. Torna venerdì 4 giugno, dopo un 2020 celebrato in tono minore causa situazione sanitaria, la Giornata degli odontotecnici promossa da FEPPD, la Federazione europea di categoria.

L’iniziativa, organizzata da Confartigianato Odontotecnici potrà prevedere – nel rispetto delle disposizioni di distanziamento sociale –  una giornata di apertura volontaria dei laboratori dentali o delle scuole odontotecniche al pubblico, per mostrare i processi di lavorazione, la diffusione di foto e video che illustrino la produzione di dispositivi dentali, sia tradizionali che Hi-Tech, webinar, desk informativi in luoghi pubblici, (stazioni ferroviarie, centri commerciali, ospedali etc.) nell’ambito dei quali illustrare soluzioni ed impartire consigli.

“L’obiettivo della giornata consiste nel fornire ai cittadini corrette informazioni sul ruolo degli odontotecnici nella ‘filiera’ dentale e nel sensibilizzare le istituzioni sui problemi del settore” spiega il Presidente di Confartigianato Odontotecnici Marche Roberto  Bornaccioni  “un settore è ancora disciplinato da un Regio Decreto del 1928. Mentre sollecitiamo una normativa al passo con i tempi che restituisca all’odontotecnico la giusta dignità del ruolo, sensibilizziamo l’opinione pubblica sul fenomeno dell’abusivismo, dovuto alla mancanza di chiarezza rispetto ai reali ambiti di attività dell’odontotecnico e dell’odontoiatra, in un’ottica di trasparenza nei confronti del cittadino/paziente”. La giornata del 4 giugno sarà perciò l’occasione per informare i cittadini su questo tema, con particolare riferimento al diritto del paziente di richiedere il documento di conformità al proprio dentista, necessario  per attestare la tracciabilità della protesi lungo tutta la catena di fornitura fino all’utente finale, a garanzia di sicurezza, qualità e tutela della salute.

Roberto Bornaccioni Presidente Confartigianato Odontotecnici Marche